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Parlando agli elettori siciliani del mancato accordo con il M5S, il segretario dem si è detto convinto che la politica si faccia con il rispetto della parola data

Proseguono a ritmo serrato i tour elettorali dei principali esponenti della politica italiana, in vista delle elezioni del prossimo 25 settembre. Dopo Giorgia Meloni e Matteo Salvini, anche il segretario del Pd Enrico Letta si è recato in Sicilia per parlare agli elettori.

A Catania ha così esordito: «da oggi cominciano le ultime tre settimane di campagna elettorale nelle quali abbiamo un obiettivo principale: parlare a quel 40% di persone che nei sondaggi oggi dicono che si asterranno o che non hanno ancora deciso di votare. Parleremo anche ai tanti giovani».

A chi gli chiede del mancato accordo con i pentastellati risponde: «io mi limito a dire questo: per me la parola data, la stretta di mano e l’impegno preso dinanzi agli elettori sono le cose più importanti. La politica se non ha il rispetto della parola data, e il rispetto della volontà degli elettori, finisce per essere semplicemente una serie infinita di giochetti. Alla fine credo che gli elettori siciliani si siano stancati della politica fatta con i giochetti». E ancora: «non ho ancora capito per quali motivi Conte abbia fatto cadere il governo. Quella scelta sta avendo conseguenze negative per il Mezzogiorno e per le famiglie perché sul tema bollette e caro energia purtroppo non si riesce a fare tutto quello che si potrebbe non avendo un Governo nel pieno dei poteri».

Sulla crisi energetica e sui presunti rapporti tra i leader di centrodestra e la Russia commenta: «voglio ricordare a Berlusconi che il suo amico Putin, stamane dal Cremlino, ha spiegato che quello del gas è esattamente il ricatto che loro mettono. Loro dicono: “o togliete le sanzioni, oppure smettiamo di darvi il gas”. È evidente che questo tipo di ricatto per noi, è intollerabile. In questo senso le ambiguità della destra, di Salvini e di Berlusconi, sulla Russia di Putin, sono intollerabili. È per colpa di queste ambiguità che oggi la situazione energetica è cosa grave» – ha concluso il segretario dem.

Guardando ancora al centrodestra, e in particolare a FdI, ha dichiarato in un’intervista alla Zeit online: «Giorgia Meloni non è un pericolo per la democrazia, ma è un grande pericolo per l’Italia. Se l’Italia, uno dei più grandi Paesi d’Europa, si “orbanizzerà” con un governo a guida Meloni questo rappresenterebbe un grande pericolo per il Paese, ma anche per l’Europa. Meloni ha uno stretto rapporto con politici che vogliono indebolire l’Europa. Ha ottime relazioni con Viktor Orban, al Pis spagnolo, agli spagnoli di Vox, con Marine Le Pen e anche con Donald Trump. Tutti d’accordo su tre temi fondamentali: negano il cambiamento climatico, hanno tutti votato o astenuti contro il Recovery fund, e sono partiti che vogliono estendere il diritto di veto degli Stati nazionali a livello europeo».

di: Alessia MALCAUS

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