La telefonata è stata organizzata dal duo comico russo Vovan e Lexus: uno dei due si è finto il presidente della Commissione dell’Unione Africana
La premier Giorgia Meloni ha subìto uno scherzo telefonico organizzato dal duo di comici russi Vovan e Lexus, ovvero Vladimir Kuznetsov e Aleksej Stoljarov. L’audio è stato pubblicato sulla piattaforma canadese Rumble.
La registrazione risale al 18 settembre scorso, quando Meloni è stata messa in contatto, attraverso l’Ufficio del consigliere diplomatico, con uno dei due comici che si è finto il presidente della Commissione dell’Unione Africana e ha intavolato una discussione sulla politica estera. Tra i temi affrontati la guerra in Ucraina.
«Siamo vicini al momento in cui tutti capiranno che abbiamo bisogno di una via d’uscita – ha affermato la presidente del Consiglio nella conversazione, come riporta RaiNews– Il problema è trovarne una che possa essere accettabile senza distruggere il diritto internazionale. L’Ucraina non ha avuto il successo che ci si aspettava in primavera. La controffensiva dell’Ucraina forse non sta andando come si aspettavano. Sta procedendo, ma non ha cambiato il destino del conflitto. Quindi tutti comprendono che (il conflitto) potrebbe durare molti anni se non proviamo a trovare delle soluzioni. Il problema è quale sia la soluzione accettabile senza aprire altri conflitti».
Una parte della telefonata riguardato la gestione dei flussi migratori. «L’Europa – ha affermato la premier – ha pensato per un sacco di tempo che poteva risolvere il problema limitandolo all’Italia. Quello che non capiscono è che è impossibile. La dimensione di questo fenomeno è tale che coinvolge non solo la Ue, ma a mio parere anche l’Onu. Il problema è che gli altri non se ne curano e tutti concordano che l’Italia deve risolvere questo problema da sola, è un modo di pensare stupido». Ma, prosegue “la situazione è un po’ complicata, è molto difficile per noi da gestire. Dall’inizio dell’anno, abbiamo avuto più di 120mila persone arrivate soprattutto dalla Tunisia. La situazione è molto difficile da ogni punto di vista: il lato umanitario, il lato logistico e il lato della sicurezza. Quello che vedo è che questo flusso rischia di crescere per la situazione in Africa, soprattutto nel Sahel ma anche il problema del grano. Noi stiamo lavorando con l’Unione europea per un memorandum con la Tunisia”.
La versione dei comici
LaPresse ha contattato il duo comico che ha così riportato la sua versione dei fatti: «è stata Meloni stessa ha comporre il nostro numero, che avevamo lasciato, all’orario concordato. Abbiamo deciso di terminare la conversazione perché avevamo in linea un altro capo di Stato, ma Meloni era sicura che la conversazione fosse reale al 100%».
Aggiungono Kuznetsov e Stoljarov: «né il Cremlino, né altri funzionari sapevano che avevamo deciso di chiamare Meloni. Nessuno sapeva di cosa le avremmo parlato, perché i funzionari non hanno mai cercato di interferire nella nostra creatività. E i funzionari russi non sanno nemmeno chi chiameremo dopo. È più facile e conveniente per i difensori della premier dire che si è trattato di un lavoro ben pianificato e molto difficile dei servizi speciali e di Putin personalmente, piuttosto che ammettere che sono stati solo due burloni a violare la sicurezza della presidente del Consiglio. Non crediamo che al Cremlino fossero necessari, ad esempio, scherzi con alcune celebrità mondiali come Billie Eilish, il principe Harry, Whoopi Goldberg, Joaquin Phoenix o Elton John».
I due comici hanno poi concluso sostenendo di “non voler rivelare i dettagli di come abbiamo raggiunto la presidente del Consiglio per non danneggiare altre persone“.
Il commento di Palazzo Chigi
È arrivata la risposta di Palazzo Chigi. «L’Ufficio del Consigliere diplomatico della presidente del Consiglio dei Ministri si rammarica per essere stato tratto in inganno da un impostore che si è spacciato per il presidente della Commissione dell’Unione Africana e che è stato messo in contatto telefonico con la presidente Meloni – si legge nella nota. – L’episodio è avvenuto il giorno 18 settembre nel contesto dell’intenso impegno sviluppato in quelle ore dalla presidente Meloni per rafforzare i rapporti con i leader africani con i quali ha avuto importanti incontri a margine dell’Assemblea Generale dell’Onu tra il 19 e il 21 settembre».
Secondo alcune fonti di Governo, “nonostante il tentativo di farle dire frasi ‘scomode’, Meloni ha invece ribadito nella sostanza le posizioni assunte dal Governo, pur nei toni consueti di estrema cortesia formale che si tengono in interlocuzioni con rappresentanti istituzionali stranieri. Il presidente del Consiglio, nonostante le provocazioni, ha confermato il pieno sostegno all’Ucraina e le politiche italiane di contrasto all’immigrazione illegale”.
Tajani: nella telefonata conferma della linea politica del nostro Paese
Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha commentato la vicenda ai microfoni di Rai Radio 1. «Certamente c’è stata una superficialità da parte di chi ha organizzato la telefonata e questo non deve più accadere» ha spiegato, aggiunge che, comunque, “dalle parole del presidente Meloni è arrivato in chiaro segnale di conferma della linea politica del nostro Paese“.
Copasir sente Mantovano
Il presidente del Copasir Lorenzo Guerini ha avuto un colloquio telefonico con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.
«Ho avuto, appena uscita la notizia, una conversazione telefonica con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e Autorità delegata, Alfredo Mantovano, che mi ha utilmente e adeguatamente ragguagliato su quanto avvenuto – ha dichiarato Guerini. – Al netto delle legittime considerazioni che ciascuno può formulare sull’episodio, è prioritario agire affinché simili circostanze non si ripetano in futuro, consapevoli che possono essere considerate, tra le diverse ipotesi, anche come attività con fini malevoli e che quindi necessitano della massima attenzione».
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/ANGELO CARCONI