Tour europeo per il presidente ucraino, in Inghilterra ha incontrato Sunak e Carlo III
Il presidente Volodymyr Zelensky si è recato oggi nel Regno Unito e ha incontrato il premier britannico Rishi Sunak a Londra. Si tratta della prima visita all’estero del leader ucraino dall’inizio dell’invasione. Zelensky, atterrato all’aeroporto di Stansted, dove ha incontrato le truppe ucraine addestrate dalle forze armate britanniche e parlerà al Parlamento.
Una “testimonianza del coraggio, della determinazione e della lotta” ucraina, ma anche un importante segnale dell'”infrangibile amicizia fra i nostri due Paesi” come ha annunciato Sunak che si è detto “fiero” anche dell’estensione dei programmi di addestramento di militari, garantiti già “dal 2014“.
Fra gli impegni annunciati dal primo ministro a Zelensky l’invio di “missili a più lunga gittata”. Lo precisa Downing Street, indicando queste armi come uno strumento di contrasto alla “capacità della Russia di colpire continuamente le infrastrutture civili dell’Ucraina” e un aiuto “ad alleggerire la pressione sui fronti ucraini”. «Continueremo a sostenere l’Ucraina – ha concluso Sunak – per garantire una vittoria militare decisiva sul campo di battaglia quest’anno».
Re Carlo ha accolto il presidente ucraino a Buckingham Palace con le parole: «eravamo preoccupati per lei e per il suo Paese», Zelensky ha risposto: «la ringrazio molto» e ha specificato quanto incontrare il sovrano inglese fosse un “grande onore“. Il colloquio tra i due è durato circa mezzora, durante il meeting il leader ucraino ha espresso gratitudine a Carlo III e al Regno Unito per “la calorosa accoglienza e per il sostegno ai cittadini ucraini” che si sono rifugiati nel Regno di Sua Maestà.
Dopo l’incontro con il sovrano Zelensky ha incontrato le truppe ucraine che vengono addestrate dall’esercito inglese nel sud-est del Paese.
Tour europeo
Dopo l’arrivo il presidente ucraino, vestito in verde militare con la tipica felpa, e il premier britannico, in giacca e cravatta, si sono fermati davanti all’ingresso del n.10 per la foto di rito. Nel programma di Zelensky compare anche un discorso davanti al Parlamento inglese e un’udienza con re Carlo III.
Questa sera invece Zelensky, secondo quanto riporta Bfm Tv, dovrebbe atterrare a Parigi stasera; qui incontrerà il presidente francese Macron e il suo omologo, il cancelliere tedesco Olaf Scholz. Al momento l’Eliseo non ha annunciato nulla, ma è stata diffusa una nota in qui si precisa che “sarà l’occasione per riaffermare il sostegno incrollabile della Francia e dell’Europa all’Ucraina e di proseguire lo stretto coordinamento che permetta di rispondere con efficacia e prontezza ai bisogni di Kiev“.
Il presidente francese ha dichiarato: «siamo al fianco dell’Ucraina, fermamente decisi ad accompagnarla verso la vittoria. Ciò che si sta svolgendo in Ucraina influisce sul futuro dell’Europa» e ha aggiunto: «la Russia non può e non deve vincere. Chiediamo il ripristino dei diritti dell’Ucraina». Macron ha poi elogiato “il coraggio e la lucidità” di Zelensky, il presidente francese ha poi assicurato: «ci saremo anche noi perché vengano puniti i crimini di guerra di cui si sono resi colpevoli i soldati russi».
A Parigi Zelensky ha incontrato anche il cancelliere tedesco Olaf Scholz. Macron ha poi assicurato al leader ucraino di poter contare sui partner europei e internazionali per “vincere la guerra” e “la solidarietà, il sostegno e la volontà di accompagnare l’Ucraina verso la vittoria, verso la pace, e verso l’Europa“. Volodymyr Zelensky ha ringraziato per la vicinanza e la solidarietà, poi ha chiesto aerei e armi pesanti “il prima possibile”, spiegando che “prima l’Ucraina otterrà le armi pesanti, prima i nostri piloti otterranno aerei moderni, prima il nostro esercito sarà forte con i carri armati, prima potremo tornare alla pace in Europa“.
Domani sarà invece a Bruxelles per partecipare al Consiglio europeo e parlare al Parlamento Ue. Secondo quanto si apprende domani, dopo il Consiglio, il presidente Zelensky avrà anche un bilaterale con la presidente del Consiglio italiana.
Da Mosca dito puntato su Usa
Un comunicato rilasciato dal ministero degli Esteri russo torna ad accusare Washington. Gli Usa avrebbero dato il via a “una guerra ibrida totale contro la Russia che porta con sé il rischio reale di uno scontro militare diretto tra le due potenze nucleari“, si legge.
Con la nota Mosca rifiuta le accuse degli Stati Uniti di non rispettare il New Start, l’unico trattato bilaterale sulla riduzione delle armi nucleari ancora in vigore.
Berlusconi: “nessuna prospettiva diplomatica all’orizzonte”
Intervistato dalla Provincia di Como, Silvio Berlusconi torna a parlare della guerra e si dice “molto preoccupato perché non vedo all’orizzonte nessuna prospettiva di soluzione diplomatica“.
«Premesso – precisa il Cavaliere – che il nostro posto è, e sarà sempre al fianco di Europa, Stati Uniti, Alleanza Atlantica, questa guerra è un insensato massacro, del quale l’Ucraina paga un altissimo prezzo di sangue e di distruzioni, e il mondo intero un prezzo preoccupante in termini di recessione e di crisi economica».
I Pink Floyd per Kiev
Dmitry Polyansky, primo vice rappresentante permanente della Federazione Russa presso l’Onu, ha chiesto che Roger Waters, membro storico dei Pink Floyd, nell’elenco degli oratori al prossimo incontro sulla situazione in Ucraina.
La richiesta è stata mandata al Consiglio di Sicurezza. Lo riporta la Tass. Waters dovrebbe parlare “sulle prospettive di una soluzione pacifica della crisi ucraina nel contesto della crescente fornitura di armi occidentali a questo Paese”, ha scritto Polyansky su Telegram.
Biden al Congresso ribadisce il sostegno a Kiev
L’Ucraina è anche fra i temi cruciali toccati dal presidente Biden durante il suo discorso sullo stato dell’Unione al Congresso. Il messaggio è, ancora una volta, un sostegno incondizionato a Kiev: «staremo al fianco dell’Ucraina finché sarà necessario» assicura il presidente, che torna ad accusare la “brutale aggressione russa” e sottolineando che quanto accade dall’altra parte dell’Oceano sarà un “test per gli anni a venire, per gli Usa, per il mondo“.
Un riferimento che non lascia indifferente il Cremlino: «è necessario rispettare rigorosamente le leggi russe e cessare qualsiasi attività contraria alle richieste delle autorità russe» ha voluto ribadire il Ministero degli Esteri russo al nuovo ambasciatore Usa a Mosca Lynne Tracy, consegnandogli le credenziali diplomatiche per l’insediamento.
Quanto all’invio di armi, il Ministero della Difesa tedesco ha annunciato su Twitter che i carri armati Leopard 2A6 saranno disponibili “da marzo”. Si tratta, secondo quanto precedentemente confermato dal Governo federale, di 14 carri armati provenienti dal 203simo battaglione corazzato dell’esercito tedesco.
di: Marianna MANCINI
aggiornamenti di: Caterina MAGGI
FOTO: ANSA/EPA/Sarah Meyssonnier /