MATTARELLA

Il discorso del presidente della Repubblica durante la cerimonia con il Corpo Diplomatico

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha partecipato alla cerimonia per gli auguri di Natale e di fine anno del Corpo Diplomatico, ospitata al Quirinale.

«Un anno fa, in questa stessa occasione, concludevo il mio saluto, auspicando il ripristino di una pace giusta per l’Ucraina. Dobbiamo invece constatare, purtroppo, che non soltanto Kiev è ancora impegnata a difendersi dall’inaccettabile aggressione russa, ma che molte altre aree del nostro globo sono oggi in condizioni di maggiore precarietà rispetto allo scorso anno – ha dichiarato Mattarella – Come non era difficile immaginare, a causa dello sconvolgimento di valori indotto dall’attacco alle regole della comunità internazionale, l’aggressione alla stabilità e alla pace si è riverberata in negativo in tutte le aree del globo e su tutti i dossier, da quello del contrasto alle mutazioni climatiche a quello della sicurezza alimentare (con il pericolo di rendere popolazioni del mondo più povere e meno sicure), a quello dello spazio che rischia di trasformarsi, da ambito di collaborazione scientifica a vantaggio dell’umanità, in ambito, oltre che di competizione commerciale, di contrapposizione militare, con drammatiche prospettive per il pianeta su cui, tutti, viviamo».

«Ci allarmiamo per i danni inflitti al nostro pianeta da virus o da catastrofi naturali ma dobbiamo constatare che il pericolo maggiore arriva dagli sciagurati comportamenti di alcuni governi, da forze paramilitari, da gruppi terroristici – ha proseguito il Capo di Stato – Impossibile non riconoscere la chiaroveggenza del Pontefice, Francesco, che già dieci anni fa aveva parlato per la prima volta di una ‘guerra mondiale a pezzi’. La ‘guerra mondiale a pezzi’, porta a un mondo in pezzi. Si innalzano muri, si attenta alla libertà di navigazione e di approdo. Per evitare di trasformarsi in conflitti di più ampie proporzioni, deve spingere a ricercare un fattore comune da cui riprendere le fila di un confronto che consenta una proficua riforma strutturale del multilateralismo. I pericoli di oggi hanno nomi diversi da quelli di 80 anni fa, ma non sono meno temibili, e dovrebbero indurci ad agire, subito, insieme».

Mattarella ha parlato anche del futuro dell’Unione europea. «Oltre ad ampliare il numero dei suoi membri – ha dichiarato il presidente della Repubblica – l’Unione Europea dovrà mettere mano a quel complesso di riforme istituzionali necessarie per renderla in grado di affrontare, con efficacia e tempestività, le sfide del nostro tempo, offrendo l’esempio di una comunità che, attraverso il dialogo e il negoziato, contribuisce in maniera ancora più rilevante alla causa della pace e della collaborazione internazionali».

«Dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, all’Organizzazione mondiale del commercio, dall’Organizzazione mondiale della sanità al regime sul controllo degli armamenti nucleari – ha affermato – queste e altre istituzioni hanno bisogno di essere aggiornate e rafforzate. . Delle loro carenze tutti paghiamo un prezzo».

di: Francesca LASI

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