10 sono cittadini israeliani. Guterres: uccisi 111 membri dell’Onu nella Striscia di Gaza
Hamas ha rilasciato altri ostaggi nell’ambito dell’accordo con Israele. Stando a quanto riferito dalla v di Stato egiziana Al Qahera, del sesto gruppo di ostaggi rilasciato fanno parte anche due donne con la doppia cittadinanza russa e israeliana.
Tra i 10 ostaggi israeliani rilasciati, quasi tutti del kibbutz di Be’eri, ci sono cinque donne e cinque ragazzi. Si tratta di Gali Tarshanksy (13 anni), Ofir Engel (17), Amit Shani (16), Liam Or (18 anni), Itay Regev (18 anni, rapito dal rave di Reim, i familiari erano stati rilasciati sabato scorso), Yarden Roman Gat (36), Raaya Rotem (54 anni, la figlia Hila è stata rilasciata nei giorni scorsi), Raz Ben-Ami (57), Moran Yanai (40 anni, anche lei rapita al rave) e Liat Beinin Atzili (49). Quest’ultima è una cittadina statunitense: era scomparsa insieme al marito Aviv Atzili il 7 ottobre dopo l’attacco al loro kibbutz. ancora prigioniero.
In precedenza erano state rilasciate due donne con la doppia cittadinanza russa e israeliana: Elena Trupanov, 50 anni, e la madre Irena Tatti, di 73. Sono stati rilasciati anche quattro cittadini thailandesi.
L’esercito israeliano “sulla base di informazioni ricevute dalla Croce Rossa” ha riferito che 10 ostaggi israeliani e quattro thailandesi sarebbero diretti “verso il territorio di Israele”.
Poco prima una fonte israeliana aveva riferito a Ynet che c’era stato un ritardo nel rilascio degli ostaggi di carattere “puramente tecnico”.
Il funzionario di Hamas ed ex ministro della Sanità della Striscia di Gaza Bassem Naim durante una conferenza stampa a Città del Capo, in Sudafrica, ha parlato della morte del piccolo Kfir, della madre e del fratello. «Abbiamo confermato due o tre settimane fa – ha dichiarato Naim – che 60 israeliani sono stati uccisi sotto i bombardamenti israeliani e sono ancora sotto le macerie, la donna e i suoi due figli sono tra loro, posso confermarlo». Naim ha, poi, dichiarato che Hamas sarebbe pronta a rilasciare i soldati israeliani in cambio di tutti i prigionieri palestinesi che si trovano nelle carceri in Israele.
Il portavoce militare israeliano Daniel Hagari ha riferito che sono ancora 159 gli ostaggi nelle mani di Hamas. Nonostante la tregua Hagari ha, poi, dichiarato che l’esercito israeliano ha ucciso a Gaza tre palestinesi che, stando al portavoce, “minacciavano le forze israeliane”.
Riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu
Alla riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu il ministro degli Esteri egiziano Sameh hassan Shoukry Selim ha dichiarato che “la politica degli spostamenti forzati e dei trasferimenti di massa è stata respinta dal mondo intero, rappresenta una violazione del diritto internazionale”. A detta del ministro “questa politica è ancora l’obiettivo di Israele”.
Nel frattempo l’ambasciatore israeliano all’Onu Gilad Erdan ha respinto gli appelli per un cessate il fuoco permanente davanti al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. «Chiunque sostenga un cessate il fuoco di fondo sostiene il continuo regno del terrore di Hamas a Gaza» ha dichiarato Erdan, secondo cui con un cessate il fuoco Israele non riuscirebbe a proteggere i suoi cittadini. Lo ha riportato RaiNews.
Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha affermato che sono stati uccisi 111 membri del personale Onu nella Striscia di Gaza. «Dall’inizio delle ostilità, 111 membri della nostra famiglia Onu sono stati uccisi a Gaza – ha dichiarato Guterres durante la riunione del Consiglio di Sicurezza – Si tratta della più grande perdita di personale nella storia della nostra organizzazione».
Blinken: prolungare la tregua
Il segretario di Stato Usa Antony Blinken, diretto in Israele, ha dichiarato che si concentrerà sulla proroga della tregua e della pausa dei combattimenti a Gaza “in modo da poter continuare a liberare più ostaggi e consentire più aiuti umanitari”. «Vorremmo vedere un prolungamento della tregua poiché ciò ha consentito innanzitutto il rilascio degli ostaggi e il loro ricongiungimento con le famiglie – ha affermato Blinken – Abbiamo potuto anche aumentare gli aiuti umanitari alla popolazione di Gaza che ne ha disperatamente bisogno».
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/EPA/HAITHAM IMAD