Gli attacchi russi degli ultimi giorni hanno distrutto il 30% delle infrastrutture energetiche
Il “modo più veloce per far degenerare il conflitto al livello di una guerra mondiale” è rifornire Kiev di sistemi missilistici a lancio multiplo lungo raggio: lo ha dichiarato ieri il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev.
Ulteriori aiuti militari a quelli che Medvedev ha definito “psicopatici ucraini” avrebbero “conseguenze irreversibili di una guerra mondiale. Invito la Nato e gli Stati Uniti a pensare in modo ragionevole e a valutare i rischi esistenziali esistenti“.
Nonostante le parole minacciose del vicepresidente russo, parlando del popolo ucraino l’ambasciatore italiano nel Paese Pierfrancesco Zazo non ha dubbi: «se anche la Russia decidesse di mettere in atto un attacco nucleare tattico gli ucraini non si fermeranno».
Proprio in queste ore, gli 007 di Mosca hanno anche ribadito che in base alle loro indagini l’attacco terroristico contro il ponte di Crimea sarebbe stato pianificato e organizzato dal cpao dell’intelligence militare ucraina Kirill Budanov. Insieme a lui hanno avuto un ruolo nell’attentato altre 12 persone, di cui 8 sono state arrestate (“cinque cittadini russi e tre ucraini e armeni“).
Come riferito dalla Tass, l’intelligence di Mosca avrebbe anche sventato un attacco terroristico dei servizi speciali ucraini, destinato ad un terminale logistico nella città russa di Bryansk. Un cittadino ucraino è stato arrestato. Da Peskov arriva anche la conferma che in Russia non è prevista nessun’altra mobilitazione.
Bielorussia nell’occhio del ciclone
Questa mattina lo Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine ha reso noto che un primo lotto composto da 20 carri armati T-72 è arrivato nella regione russa di Belgorod dalla Bielorussia: secondo le fonti di Kiev Minsk sarebbe già coinvolta nella riparazione delle attrezzature russe danneggiate.
Anche per questo, il segretario della Nato Jens Stoltenberg torna a tuonare contro il presidente bielorusso Lukashenko, “complice” della Russia: «deve smetterla di aiutarla».
«Abbiamo assistito alla più grande escalation dall’inizio della guerra: la Russia ha mobilitato migliaia di truppe, ha colpito indiscriminatamente le città ucraine e usa la minaccia nucleare. Il messaggio è che sosterremo l’Ucraina per quanto serve» ribadisce poi il segretario.
Ancora tensione nelle centrali di Zaporizhzhia e Dnipropetrovsk
In mattinata torna a crescere anche l’allarme per la centrale nucleare di Zaporizhzhia che, come ha riferito il Twitter il capo dell’Aiea Rafael Grossi, “ha perso tutta l’energia esterna per la seconda volta in cinque giorni” ed è nuovamente senza elettricità. «Uno sviluppo profondamente preoccupante» come lo ha definito Grossi, che sottolinea “l’urgente necessità di una zona di protezione per la sicurezza nucleare intorno al sito“.
Poco dopo la fornitura di energia elettrica è stata ripristinata, con i generatori diesel di riserva impiegati “per meno di un’ora”.
Inoltre, per il terzo giorno consecutivo l’esercito russo ha attaccato il distretto di Kamian, nella regione di Dnipropetrovsk, bombardando l’infrastruttura energetica: l’esplosione ha provocato un ampio incendio.
Zelensky: risposta globale al terrorismo
«L’uomo e l’umanità sono più forti di qualsiasi terrorista. Pertanto, il terrore riceverà inevitabilmente una risposta globale. Gloria al nostro bel popolo! Ripristineremo tutto ciò che è stato distrutto!»: così il presidente ucraino Zelensky.
Bollettino dal campo
Questa mattina sono state udite nuove esplosioni a sud del Paese, nella regione di Nikolayev, con le sirene antiaeree che risuonano in 8 regioni in tutto il Paese. La preoccupazione è alta anche perché gli attacchi missilistici degli ultimi giorni hanno distrutto, secondo fonti ucraine, circa il 30% dell’intera infrastruttura energetica del Paese che ora teme di rimanere senza elettricità.
Sempre questa mattina presto un ordigno bellico è esploso davanti all’ingresso principale del mercato centrale di Melitopol, nella regione di Zaporizhzhia. L’attacco, avvenuto poco prima dell’apertura del mercato, non ha provocato feriti.
Un altro mercato è stato colpito questa mattina dall’esercito russo: si tratta del mercato centrale della città di Avdiivka, nell’Oblast di Donetsk, dove sono morti 7 civili.
Anche oggi, per il terzo giorno consecutivo, Mosca ha attaccato il distretto di Kamian nella regione di Dnipropetrovsk mirando alla centrale elettrica e provocando un vasto incendio. si tratta, come conferma il capo dell’Amministrazione militare regionale Valentin Reznichenko, di “strutture di supporto vitale“.
Sempre nelle aree liberate della regione di Donetsk sono stati scoperti 35 siti di sepoltura, contenenti oltre 120 corpi. «Tre di questi sono fosse comuni – spiega la polizia regionale. – Uno è a Sviatohirsk, dove sono state sepolte 7 persone (sei donne e un uomo). Gli altri si trovano nel cimitero di Lyman. Diverse decine di militari delle Forze Armate dell’Ucraina sono stati sepolti in una fossa comune e più di 100 civili sono stati sepolti in un secondo luogo. Sono state sepolte intere famiglie».
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/SERGEY KOZLOV