BOMBA CARTA AMBASCIATA UCRAINA MADRID

Condanna dall’ambasciata russa. Da Kiev, Kuleba chiede un aumento della sicurezza

Una bomba-carta ha colpito l’Ambasciata ucraina a Madrid, Spagna. Al momento si conta un ferito, un dipendente della delegazione diplomatica che ha ricevuto la busta poi esplosa.

La notizia è stata riportata dai media spagnoli. La polizia ha attivato il protocollo antiterrorismo e ha isolato la zona in cui si trova l’ambasciata, al numero 52 di Ronda Abubilla.

È arrivato il commento del ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba che ha ordinato un aumento della sicurezza nelle ambasciate del Paese in tutto il mondo. Parlando da una riunione dei ministri degli Esteri della Nato a Bucarest, Kuleba ha definito l’incidente nella capitale spagnola un “atto di terrore”. “Difenderemo ogni ucraino non solo in Ucraina, ma anche all’estero con tutti i mezzi disponibili”, ha dichiarato.

L’ambasciata russa in Spagna ha condannato l’invio di lettere con materiale pirotecnico all’ambasciata Ucraina a Madrid e alle istituzioni spagnole: “alla luce delle informazioni apparse sui media spagnoli in merito ai pacchi esplosivi inviati all’Ambasciata ucraina in Spagna e ad alcuni enti ufficiali spagnoli, dichiariamo che qualsiasi minaccia o atto terroristico, a maggior ragione se diretto contro una missione diplomatica, è totalmente condannabile” è stato scritto in una nota.

Medvedev contro la Nato: “organizzazione criminale”

Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev ha rivolto una nuova accusa alla Nato, dichiarando che il Mondo “non ne ha bisogno” perché si tratta di una “organizzazione criminale”. “I paesi della Nato rappresentano non più del 12% della popolazione del pianeta. Il mondo civilizzato non ha bisogno di questa organizzazione. Dovrebbe pentirsi davanti all’umanità e dissolversi per il fatto di essere un’organizzazione criminale. Il Patto Atlantico ha facilmente dimenticato iò che ha fatto in tutto il mondo, tra cui l’orchestrazione di colpi di stato e il rovesciamento di legittimi leader statali. L’organizzazione e la sua leadership sembrano anche aver dimenticato le numerose vittime civili, causate dalle sue operazioni e dalla fornitura di armi ai regimi estremisti”.

Von der Leyen: “ampio sostegno per tribunale contro crimini di guerra”

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen è tornata tramite un video a parlare della necessità dell’istituzione di un tribunale speciale contro i crimini di guerra russi: «l’invasione russa dell’Ucraina ha portato morte, devastazione e indicibili sofferenze. Ricordiamo tutti gli orrori di Bucha. Si stima che finora siano stati uccisi più di 20 mila civili e 100 mila militari ucraini. In primo luogo, la Russia deve pagare per i suoi orribili crimini, incluso il suo crimine di aggressione contro uno Stato sovrano. Per questo, pur continuando a sostenere il Tribunale penale internazionale, proponiamo di istituire un tribunale speciale, sostenuto dalle Nazioni unite, per indagare e perseguire il crimine di aggressione della Russia. Siamo pronti a iniziare a lavorare con la comunità internazionale per ottenere il più ampio sostegno internazionale possibile per questo tribunale speciale. La Russia deve pagare per i suoi orribili crimini. Lavoreremo con la Corte penale internazionale e aiuteremo a istituire un tribunale specializzato per processare i crimini della Russia. Con i nostri partner, faremo in modo che la Russia paghi per la devastazione che ha causato, con i fondi congelati degli oligarchi e i beni della sua banca centrale.

La Russia deve inoltre pagare finanziariamente per la devastazione che ha causato. Il danno subito dall’Ucraina è stimato in 600 miliardi di euro. La Russia e i suoi oligarchi devono risarcire l’Ucraina per i danni e coprire i costi per la ricostruzione del Paese. E abbiamo i mezzi per fare pagare alla Russia. Abbiamo bloccato 300 miliardi di euro di riserve della banca centrale russa e abbiamo congelato 19 miliardi di euro di denaro degli oligarchi russi. A breve termine, potremmo creare, con i nostri partner, una struttura per gestire questi fondi e investirli. Utilizzeremmo quindi i proventi per l’Ucraina. E una volta revocate le sanzioni, questi fondi dovranno essere utilizzati in modo che la Russia risarcisca integralmente i danni causati all’Ucraina. Lavoreremo su un accordo internazionale con i nostri partner per renderlo possibile. E insieme, possiamo trovare modi legali per arrivarci. Gli orribili crimini della Russia non rimarranno impuniti».

Ceceni: Bergoglio “vittima della propaganda”

Il leader ceceno Ramzan Kadyrov commenta le affermazioni fatte dal Pontefice in un’intervista alla rivista America in cui parlava di particolari crudeltà in Ucraina dei soldati ceceni e buriati. Come scrive su Telegram, Kadyrov ritiene che Papa Francesco sia
rimasto vittima della propaganda“. «Tutti sono profondamente religiosi tra i combattenti ceceni e ogni combattente sa che in tempo di guerra non bisogna dimenticare l’onore, la dignità e anche il rispetto del nemico. È vergognoso che una personalità religiosa famosa in tutto il mondo non conosca l’atteggiamento dei musulmani verso il nemico», scrive.

Fronte diplomatico ancora in stallo

La Russia non discuterà il nuovo trattato Start con gli Stati Uniti finché Washington continuerà ad armare l’Ucraina, ha dichiarato alla radio Sputnik la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova.

Intanto dall’Ue arrivano nuove stime: dall’inizio del conflitto l’Ucraina avrebbe perso oltre 100 mila soldati.

In Italia Conte chiede intervento del Parlamento su invio armi

Giuseppe Conte, leader del M5S, è intervenuto in Aula alla Camera per discutere il Dl sull’invio di armi in Ucraina: «il dl sull’invio di armi all’Ucraina non può essere una routine. Non è più rinviabile un nuovo quadro di intervento. Pretendiamo un passaggio nelle aule parlamentari perché sia garantito ai cittadini il diritto a un’informazione trasparente. Se il governo vuole perorare una linea guerrafondaia ‘armi a oltranza e zero negoziati’ venga in Aula a dirlo, a metterci la faccia davanti agli italiani e a far votare il Parlamento».

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/EPA/Chema Moya