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La presidente del Consiglio ha ripetuto il discorso fatto ieri alla Camera prima della discussione

Oggi la premier Giorgia Meloni torna in Parlamento, questa volta al Senato, per le comunicazioni in vista del Consiglio europeo, in programma il 15 e il 16 dicembre.

Diversi i temi toccato durante le comunicazioni di ieri alla Camera, tra cui l’immancabile conflitto in Ucraina, il caro energia e la questione migranti.

Rispondendo alla discussione a Palazzo Madama, Meloni si è rivolta a Pier Ferdinando Casini dicendo: «se davvero si fosse dovuto temere che con un nuovo governo ci sarebbe stata una posizione diversa sul conflitto in Ucraina, quel timore avrebbe potuto esistere se avessero vinto altri. I partiti di centrodestra hanno sempre votato in maniera chiara, a differenza del centrosinistra. Le uniche distonie erano nel campo anche da lei rappresentato che aveva tra gli alleati, un partito che scriveva che non bisognava mandare armi all’Ucraina, la sinistra alleata con il Pd».

Ha poi aggiunto: «sono d’accordo sul tema della triangolazione con Francia Germania, che è mancata in questi anni, il tavolo ha barcollato perché le gambe erano due. Ora la situazione è cambiata e consente a noi di giocare un ruolo diverso. Non sono d’accordo con una Ue di serie A e B, non sono d’accordo con questa idea di club. Che messaggio diamo alla Russia quando diciamo che la Polonia non è nostra amica».

«In tema di energia – ha proseguito, – non ho preso la parola prima dell’inizio del dibattito perché non ci sono novità sostanziali dal Consiglio Affari energia di ieri a Bruxelles. La trattativa è ancora in corso, sembra rinviato al Consiglio energia del 19 dicembre. Noi porteremo la questione sul tavolo del Consiglio europeo di domani».

Tornando sul tema della guerra: «l’unica possibilità a oggi per un tavolo di negoziazione è che ci sia equilibrio fra le forze in campo nel conflitto. Questo passa per il sostegno all’Ucraina. Se non avessimo sostenuto l’Ucraina, come diceva qualcuno, perché era troppo debole, non avremmo avuto una pace ma un’invasione. Difendo il diritto di una nazione sovrana a difendere la sua sovranità».

«La vicenda Ucraina non riguarda solo Ucraina, ci coinvolge tutti, ci piaccia o no. Coinvolge il ruolo dell’Italia. Voi pensate che se l’Italia decidesse d estraniarsi dalla comunità internazionale, di non inviare nulla, cambierebbe qualcosa sul fronte internazionale per Kiev? No, cambierebbe l’approccio verso di noi. Saremmo considerati una nazione inaffidabile che di fronte alle difficoltà scappa. Io voglio un’ Italia credibile e seria, che può per questo ‘chiedere solidarietà, attenzione e difendere i propri confini», ha concluso.

Infine, sul tema migranti ha detto: «il tema non è la redistribuzione, quello che pongo è un tema di pari dignità tra i paesi Ue. Perché l’Italia dovrebbe accettare qualcosa che gli altri non vogliono fare in Europa? La soluzione è fermare le partenze e difendere i confini esterni della Ue. Anche gli altri non vogliono movimenti secondari, le redistribuzioni, le Ong».

di: Alessia MALCAUS

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