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Pomeriggio impegnato a definire i possibili ministeri del futuro esecutivo

In via della Scrofa è iniziata la riunione dell’esecutivo nazionale di Fratelli d’Italia. Un vertice decisivo che vedrà riuniti, oltre alla presidente Giorgia Meloni appena giunta in sede, anche Andrea Delmastro, Ignazio La Russa, Fabio Rampelli, Raffaele Fitto, Marcello Gemmato, Tommaso Foti e i capigruppo parlamentari Luca Ciriani e Francesco Lollobrigida.

«In questo governo io ci metto la faccia. Voglio fare bene, il momento è importante, daremo il massimo dell’impegno» assicura Meloni ai presenti, alle prese con la matassa dei ministri. Rispetto all’accelerata dei giorni scorsi, però, Meloni prende tempo e ribadisce che a stabilire le tempistiche di formazione del Governo sarà il Quirinale.

Nessuna apertura neanche dagli altri vertici del partito che si limitano a glissare sull’ipotesi di un eventuale “Lodo Meloni” e a smentire eventuali veti su Matteo Salvini al Viminale: “non mi risulta” taglia corto Fabio Rampelli. Nelle scorse ore si sono diffuse voci su un’eventuale clausola che impedirebbe a chiunque di ritornare al comando di un Ministero che ha già guidato.

Il vertice, che dura oltre tre ore, scandaglia a 360 gradi le sfide che aspettano il prossimo Governo, con Meloni che incalza anche sul Pnrr, mentre a Palazzo Chigi si chiude la cabina di regia presieduta da Draghi: «ereditiamo una situazione difficile – spiega la leader di FdI ai suoi: – i ritardi del Pnrr sono evidenti e difficili da recuperare e siamo consapevoli che sarà una mancanza che non dipende da noi ma che a noi verrà attribuita anche da chi l’ha determinata».

Nel frattempo è stata convocata la prima seduta della nuova legislatura, con la Camera dei deputati che si riunirà giovedì 13 ottobre alle 10.

Su Twitter in serata la leader di FdI ha accolto positivamente la notizia dell’apertura di von der Leyen all’ipotesi di un price cap anche per l’energia elettrica. «La lettera del presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ai capi di Stato e di governo Ue è un passo in avanti per far fronte alla crisi energetica. Una sfida europea che come tale deve essere affrontata e che deve vedere gli sforzi di tutti per aiutare famiglie e imprese» scrive Meloni.

Calenda al Pd: “il dialogo non si nega a nessuno”

Dopo la sconfitta elettorale, sono giorni di fermento nel campo del centrosinistra, pronto a ridiscutere le alleanze interne. «Il dialogo non si chiude con nessuno – afferma Carlo Calenda a Radio Capital. – Il problema è che è in mano sempre alle stesse cinque persone che se la decidono tra di loro e si alleano con chiunque pur di stare al governo e questo li rovina».

«Bonaccini e Schlein teoricamente la pensano diversamente su tutte le cose e il Pd cerca di coprire tutte le posizioni» incalza ancora il leader di Azione, che però mette dei paletti e precisa: «politica è dire qualcosa nel merito e non dire quelli ‘sono fascisti votate noi’. noi con i M5S non abbiamo niente a che vedere, mentre il Pd alla fine ci si allea».

Conte in piazza per la pace

«Pronti a fare la nostra parte» per una manifestazione per la pace: Giuseppe Conte rilancia un appuntamento in piazza per tutti quei “cittadini che vivono con preoccupazione la folle escalation militare in corso“. Una mobilitazione cui, se dovesse concretizzarsi, il Movimento parteciperebbe “anche senza bandiere“.

La delibera di Fico sui collaboratori parlamentari

Poco prima di concludere definitivamente il proprio mandato, l’ufficio di Presidenza della Camera ha approvato una delibera sui collaboratori dei deputati, secondo cui dalla prossima legislatura sarà direttamente Montecitorio a erogare gli stipendi dei collaboratori assunti dai singoli deputati, così come avviene anche nel Parlamento europeo, in base a tre diverse tipologie di contratti.

«Se ne parla da anni. Anni di contratti spesso in nero e di sfruttamento sulle spalle di chi lavora nelle Istituzioni con dedizione e competenza – rivendica il presidente M5S Giuseppe Conte. – Un’area grigia, da sempre, nel Parlamento italiano, che nessuno era riuscito a rischiarare finora perché faceva comodo a tanti. C’è riuscito un presidente del M5S, Roberto Fico. Lasciamo questa conquista come eredità del nostro lavoro nelle Istituzioni in questa legislatura, sempre a difesa dei più deboli, dalla parte della equità e della giustizia».

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/ETTORE FERRARI