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Sulla transizione ecologica: “va fatta ma senza smantellare l’economia italiana”

È dal palco dell’assemblea generale di Assolombarda, al Camozzi Group di Milano, che prende parola la premier Giorgia Meloni per fare il punto della situazione economica dell’Italia davanti agli imprenditori italiani.

La premier ha colto l’occasione per lodare l’industria italiana, definita come “la più affidabile nell’Eurozona“, con una manifattura leader nel mercato globale che non giustifica

Anche grazie alla nuova fase di stabilità politica che sta attraversando l’Italia, l’industria si appresta a tornare in piena auge: “sono fiduciosa che il clima si possa invertire” assicura Meloni.

La sfida principale, ricorda la premier, riguarda ora le materie prime.

Sul Pnrr, Meloni preme l’acceleratore: «vi assicuro che i fondi li metteremo a terra costi quel che costi, modificheremo le parti che non vanno bene privilegeremo il profilo strategico [negli investimenti, ndr], contratteremo con la Ue, faremo le norme necessarie a superare le lungaggini e le difficolta degli enti locali».

La premier parla anche di transizione ecologica, che però “va fatta con criterio“, perché “non possiamo smantellare la nostra economia per inseguirla“. La sostenibilità ambientale, spiega Meloni, “deve camminare di pari passo con la sostenibilità sociale ed economica. Difendiamo la natura ma con l’uomo dentro: è questa la nostra sfida che ci caratterizza con un approccio pragmatico rispetto a un ambientalismo ideologico e un po’ miope su alcuni dossier“.

Pnrr, “basta tafazzismo, vicinissimi all’obiettivo”

In un’intervista uscita oggi lunedì 3 luglio sul Corriere della Sera Meloni tira anche le fila dell’ultimo Consiglio Ue e delle mosse in politica estera del Governo.

Sul capitolo migranti, la presidente del Consiglio rivendica un “totale cambio di passo“, con la volontà di “investire sulla stabilità del Nord Africa e prevenire le partenze” che diventa “finalmente una priorità europea“. Divisioni sulla gestione “interna” dei migranti e dei flussi sono invece normali, “perché su un tema così divisivo è difficile trovare regole che vadano bene per tutti. Mi auguro ci siano margini per avvicinare le posizioni“.

L’unico accordo raggiunto in sede europea sull’immigrazione sono state l’apertura di un canale comunicativo con la Tunisia e lo stanziamento di 15 miliardi.

Sul Pnrr, l’appello è all’unità: «smettiamo di fare allarmismo su una questione strategica per la nazione intera e che, nella migliore tradizione dei Tafazzi d’Italia, viene strumentalizzata per attaccare il Governo».

«Siamo impegnati per rispondere alle ultime richieste di chiarimenti da parte della Commissione e ricordo che lavoriamo su un piano scritto da altri» aggiunge, “senza polemica” ma ricordando che “se il lavoro certosino che stiamo facendo adesso, senza alcuna tensione con la Commissione, fosse stato fatto a monte quando i progetti sono stati presentati, avremmo potuto risparmiare molto tempo. Poco male, siamo comunque vicinissimi all’obiettivo“.

Gli attacchi delle opposizioni

Le parole della premier non convincono le opposizioni, rimangono infatti dure le posizioni di Elly Schlein e Giuseppe Conte.

La segretaria del Partito Democratico spiega: «il mio giudizio è molto negativo perché il governo è campione di rinvii e scarica barile. Il governo nella sua prima manovra ha cancellato 330 milioni di fondo per l’affitto e smantellato l’unico strumento di sostegno contro la povertà. Il governo non concepisce che chi lavora possa essere povero. Tralasciando le ipocrisie di un governo che mentre dice che il lavoro povero non esiste e ha da rispondere per una ministra che pare non pagasse i dipendenti e i fornitori, che finalmente verrà a riferire in Aula. Noi chiedevamo in entrambe le aule, ma verrà a rispondere solo in una. Non è un governo inconsapevole. È una precisa strategia politica, di aumentare diseguaglianze, precarietà, mentre ritardano sull’attuazione del Pnrr che ci darebbe strumenti per produrre una buona impresa. Il Paese – conclude Schlein – ha un potenziale significativo, il Pd inizierà un ciclo di incontri per capire quali politiche industriali servono e mancano da troppo tempo. Il salario minimo è un passo fondamentale oggi ma non sufficiente».

Dal Movimento 5 Stelle si alza la voce del leader Conte, che dichiara: «abbiamo un esecutivo reazionario e della restaurazione. Getta benzina sul fuoco. In modo consapevole sta programmando un incendio sociale. Sul piano interno hanno una visione: il darwinismo sociale. Hanno detto: ‘vogliamo consentire a chi vuol fare di fare’. Ma se uno non ha da mangiare che può fare? Si può solo disperare. Hanno usato un principio di meritocrazia fasullo e ci hanno dato solo delle prese in giro».

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/ CHIGI PALACE PRESS OFFICE/ FILIPPO ATTILI