“È stata cacciata. Le hanno detto che esagerava e hanno minacciato un intervento delle forze dell’ordine”, racconta la famiglia
È deceduta ieri, martedì 10 gennaio, per via di una meningite fulminante la mamma di una bimba di 13 mesi, in seguito allo spegnimento delle macchine che la tenevano in vita.
L’agonia della ragazza è iniziata il 25 dicembre con un intervento per eliminare un ascesso. Due giorni dopo la donna si è accorta dell’infezione causata dall’operazione ed è tornata in ospedale.
Secondo un racconto dei familiari raccolto da La Repubblica sarebbe stata subito dimessa, per poi presentarsi in un altro nosocomio di Roma, due giorni dopo, per lo stessa motivazione ma entrambe le strutture l’hanno respinta.
«È stata cacciata. Le hanno detto che esagerava e hanno minacciato un intervento delle forze dell’ordine», racconta la famiglia.
La donna causava forti dolori a schiena e collo e un forte mal di testa.
Soltanto il 5 gennaio i medici hanno iniziato a sospettare potesse trattarsi di meningite e l’hanno ricoverata d’urgenza in terapia intensiva.
I parenti della giovane parlano di malasanità e chiedono giustizia. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine per omicidio colposo per colpa medica, contro ignoti.
di: Alice GEMMA
FOTO:PIXABAY