Gratzianeddu, 80 anni, si trova nel carcere di Opera dal 2021, dopo l’ennesimo arresto in seguito a 17 mesi di latitanza
Niente domiciliari per Graziano Mesina anche noto come Gratzianeddu, in carcere dopo una lunga carriera criminale nel banditismo sardo: il criminale sta infatti rifiutando le cure mediche, rendendo impossibile ogni “diagnosi certa” sulle sue condizioni di salute. La questione è stata risolta oggi dal Tribunale di Sorveglianza di Milano che non ha concesso il differimento di pena a Mesina, detenuto nel carcere milanese di Opera.
80 anni, Mesina ha trascorso gran parte della sua vita fra le montagne della Barbagia in Sardegna, dove da primula rossa di spicco del banditismo si è reso responsabile di diversi crimini, oltre che di numerose evasioni dal carcere. Latitante per molti anni, venne catturato nel 1994 in seguito al suo ruolo di mediatore nel sequestro dell’imprenditore franco-algerino Farouk Kassam, avvenuto nel 1989.
In tutta la sua vita Mesina ha trascorso complessivamente più di 40 anni in carcere, entrando e uscendo e rendendosi capace di far perdere le proprie tracce fino all’età di 79 anni, nel 2021, quando dopo 17 mesi di latitanza venne arrestato nella casa di una coppia di cinquantenni di Desulo in provincia di Nuoro.
L’ultima condanna inflittagli, in primo grado, risale al maggio del 2022 quando venne ritenuto colpevole insieme all’ex direttore del Banco di Sardegna di Sassari Pierluigi Meloni con l’accusa di usura ed estorsione.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/FABRIZIO RADAELLI