Il contestatissimo Illegal Migration Bill è entrato in vigore e ora si parla di “accampamenti-lager”
Dopo l’entrata in vigore dell’Illegal Migration Bill, prosegue l’inasprimento delle politiche britanniche contro i migranti, e ora il Governo conservatore di Rishi Sunak potrebbe ricorrere – secondo media locali – ad accampamenti di tende sul modello francese di Calais per dare “uno spartano alloggio temporaneo a contingenti di migranti illegali destinati nelle intenzioni all’espulsione“.
Non c’è al momento alcuna conferma dall’Esecutivo. Il Times ha riferito però di tende militari in disuso già acquistate allo scopo dal ministero dell’Interno: dovrebbero essere in grado di ospitare fino a duemila persone.
Al momento comunque l’idea sarebbe in “stand-by”, contestata da funzionari e responsabili politici in seno allo stesso gabinetto: alcuni dei quali si sarebbero spinti a evocare l’immagine di un “campo di concentramento” dietro eventuali soluzioni del genere.
Illegal Migration Bill, è legge
È diventato legge il contestato Illegal Migration Bill, la stretta voluta dal Governo conservatore di Rishi Sunak per fermare l’immigrazione nel Regno Unito e scoraggiare gli sbarchi dei “piccoli scafi” attraverso la Manica.
L’iter per la promulgazione della legge si è chiuso nella notte: la camera dei Lord ha ceduto su cinque emendamenti correttivi dopo che le erano stati respinti un’altra ventina di modifiche concepite per alleggerire il testo ad opera della Camera dei Comuni. Qui, infatti, l’Esecutivo può contare su una maggioranza blindata.
Ora manca solo il passaggio del Royal Assent, ossia la controfirma del re in veste di capo dello Stato, automatico e scontato nonostante le critiche espresse a suo tempo in privato secondo i media dallo stesso Carlo III.
Aspramente contrari sono le Ong umanitarie e l’Onu che, insieme alle opposizioni e alcuni esponenti Tory tra cui l’ex premier Theresa May, hanno contestato la decisione del Governo. Per le Nazioni Unite l’Illegal migration bill è contrario al diritto internazionale e “contraddice” gli obblighi che l’Uk ha assunto nell’ambito del diritto internazionale dei diritti umani e dei rifugiati, hanno sostenuto l’Alto Commissario per i diritti umani, Volker Turk, e l’Alto Commissario per i rifugiati, Filippo Grandi.
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA/NEIL HALL