CONSIGLIO AFFARI INTERNI UE

Contrari Ungheria e Polonia

Berlino ha detto sì al nuovo Patto per i migranti durante il Consiglio Ue Interni ma Roma prende tempo.

In discussione era prevalentemente l’ultima, controversa parte del Patto Ue su immigrazione e asilo: la proposta di regolamento sulle crisi migratorie, sulla quale non si era riusciti a trovare una maggioranza qualificata degli Stati membri nell’ultima riunione prima della pausa estiva. Il Patto prevede una forma di solidarietà obbligatoria, con la redistribuzione dei migranti irregolari fra gli Stati membri o, in alternativa, contributi finanziari ai paesi più esposti ai flussi migratori in casi di emergenza specifici che saranno riconosciuti e dichiarati dalla Commissione Ue.

Tuttavia, l’Italia pone un freno. A non convincere il governo Meloni è la proposta di compromesso avanzata dalla Spagna per andare incontro alle richieste della Germania sulle tutele per le persone migranti e l’esclusione dei salvataggi delle Ong dalle situazioni di strumentalizzazione dei flussi migratori da parte di Paesi terzi.

«La notizia di sette navi di ong, alcune battenti bandiera tedesca, altre no, che vanno verso Lampedusa conferma la nostra preoccupazione e la nostra analisi, e quello che ho detto oggi al ministro Baerbock – ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani – Mi pare veramente strano, preoccupante. Nel giorno in cui si fa una proposta si fanno arrivare tutte queste navi. È una coincidenza? Cosa c’è dietro? Qualcuno forse vuole impedire che ci sia un accordo? C’è veramente molto stupore».

Tajani e Baerbock: “Roma e Berlino uniti per azione europea”

Italia e Germania sono “unite e convinte che serva un’azione europea”, è il messaggio che passa dalla conferenza stampa congiunta tra Antonio Tajani e Annalena Baerbock che ha fatto seguito al bilaterale organizzato a Berlino.

«Nessuno fa la guerra alle Ong, però non possono essere una sorta di calamita per attrarre migranti irregolari che, guarda caso, vengono portati sempre e soltanto in Italia perché è il porto più vicino. Le navi delle Ong possono fare soccorso in mare, ma non si può trasformare l’Italia nel luogo dove tutte le Ong portano i migranti, anche perché non vogliono venire» ha detto Tajani.

E Baerbock ha aggiunto: «i soccorsi civili delle Ong salveranno i migranti nel Mar Mediterraneo finché non vi sarà un’operazione Ue a tal fine, come è stata Mare Nostrum. Noi tutti negli ultimi giorni abbiamo visto le immagini di Lampedusa, una situazione difficile. Fortunatamente il 95% persone delle persone vengono salvate dalle autorità statali grazie al grande lavoro della Guardia Costiera italiana alla quale siamo grati. Anche soccorritori volontari svolgono il loro lavoro per salvare vite nel Mediterraneo e il loro impegno trova il nostro supporto».

Baerbock ha, poi, aggiunto, in relazione alle organizzazioni civili che si occupano di  migranti in Italia che “in tre casi l’erogazione dei fondi è imminente”.

Le dichiarazioni prima dell’inizio dei lavori

La commissaria Ue agli Affari interni, Ylva Johansson, ha dichiarato: «sul patto su migrazione e asilo stiamo facendo progressi. E sono ottimista che questo Consiglio sarà come quello di giugno in cui i ministri erano pronti a fare l’ultimo passo. Si spera che oggi possano raggiungere un accordo sull’ultima parte del Patto, ovvero la proposta sulle crisi, in modo che tutte le parti del pacchetto possano andare ai triloghi (negoziati col Parlamento Ue). Abbiamo lavorato molto intensamente insieme agli Stati membri e anche la presidenza spagnola sta facendo un ottimo lavoro in questo senso. E come avete visto per gli altri elementi del Patto su migrazione e asilo, all’inizio c’è sempre un po’ di tensione e di divisione, ma finora siamo riusciti a raggiungere degli accordi e questo è l’ultimo elemento e spero che avverrà lo stesso con la proposta di oggi».

«Nell’adottare proposte che sono fondamentali per il Patto sull’immigrazione e l’asilo, esorto ora con forza gli Stati membri a trovare un accordo sulla regolamentazione della crisi nella riunione odierna dei ministri degli Interni. Ora dobbiamo finire il lavoro. Dobbiamo garantire la corretta attuazione del Patto», è stato il commento di Ursula von der Leyen.

La ministra degli Interni tedesca Nancy Faeser si è detta “fiduciosa” di ottenere “un buon risultato” in merito al regolamento “sulla gestione delle crisi all’interno del Patto per l’asilo e la migrazione”.

Gerhard Karner, consiglio Ue Affari interni a Bruxelles, ha dichiarato: «sulla gestione delle crisi migratorie serve una soluzione migliore in Ue, dobbiamo avere norme chiare alle frontiere esterne in modo da evitare immagini come quelle di Lampedusa. Dobbiamo lavorare duro e intensamente sul nostro Patto sulla migrazione, compiere ulteriori passi e dargli vita, questo è ciò con cui ci battiamo oggi».

di: Micaela FERRARO

aggiornamenti di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/EPA/OLIVIER HOSLET