Sejourne

L’eurodeputato leader di Reinaissance Séjourné accusa l’estrema destra italiana di essere “incompetente e impotente”

Le parole del ministro dell’Interno francese Gèrald Darmanin sulla gestione dei flussi migratori da parte dell’Esecutivo Meloni hanno dato il via alle danze: nonostante l’auspicio della premier Bonne a un “dialogo pacifico per continuare a lavorare insieme, oggi da Parigi arrivano altre frecce contro la premier italiana. Questa volta le accuse partono direttamente dal capo del Partito del presidente Macron Renaissance, Stéphane Séjourné, che dalle colonne de Le Figaro accusa l'”incompetenza e l’impotenza” dell’estrema destra italiana.

Un modello “da denunciare” poiché preso “per modello” dall’estrema destra francese. «Meloni – accusa Séjourné – fa tanta demagogia sull’immigrazione clandestina: la sua politica è ingiusta, disumana e inefficace». L’eurodeputato francese promette di ripetere il messaggio anche a Roma, il prossimo 25 maggio, in occasione di un seminario del gruppo Renew a sostegno del Pd.

Dura la replica di Matteo Salvini. Il ministro delle Infrastrutture ha scritto su Twitter: «toni inaccettabili e offensivi. La Francia non può dare lezioni a nessuno. Portino rispetto al governo italiano».

Fa scudo alla premier anche il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida che commenta all’AdnKronos le parole di Séjourné. «Nel partito di Macron hanno tanti problemi che pensano di risolvere ‘distraendo’ l’opinione pubblica francese con una ‘baruffa’ comunicativa con l’Italia – accusa l’esponente di FdI. – Non credo sia il caso di dargli spago. Mia mamma mi ha insegnato che se sei nel giusto e vieni provocato da qualcuno è segno di maturità evitare la rissa e continuare a fare cose serie piuttosto che il suo gioco. E alle mamme si dovrebbe dar sempre retta…».

Arriva, infine, anche la risposta di Meloni che replica da Praga dove si trova in visita ufficiale: «Io credo che si utilizzi la politica degli altri governi per regolare i conti interni – risponde la premier ai cronisti durante la conferenza stampa con l’omologo ceco Fiala. – Non mi sembra una cosa ideale sul piano della politica e del galateo, però ognuno fa le scelte che vuole fare. Evidentemente c’è qualche problema che devono risolvere. Ma non credo sia un problema che hanno con noi. Evidentemente c’è qualche problema di tenuta del consenso che bisogna affrontare, ma è un problema interno. Non mi ci voglio infilare, capisco le difficoltà».

Wojciechowski: “richieste di asilo solo se alla frontiera”

Nel frattempo da Bruxelles si esprime anche il commissario Ue per l’agricoltura e lo sviluppo rurale dal 2019 Janusz Wojciechowski, intervenendo sul dibattito migranti. «La normativa di asilo riguarda solo le richieste fatte alla frontiera» ha voluto precisare davanti all’Europarlamento, specificando la che il nuovo Patto di migrazione proposto dalla Commissione non prevede di esternalizzare le procedure di asilo. «Per questo – aggiunge – servono dei partenariati rafforzati».

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/YOAN VALAT