Una Guardia nazionale ha aperto il fuoco uccidendo un collega e due visitatori nell’isola di Djerba, presso il sito di pellegrinaggio di Ghriba
Attentato nell’isola di Djerba, in Tunisia, dove un uomo ha aperto il fuoco nei pressi della sinagoga di Ghriba, la più antica di tutta l’Africa, nel bel mezzo di un pellegrinaggio.
Autore del gesto una guardia del Centro navale della Guardia nazionale; l’uomo ha dapprima sparato a un suo collega uccidendolo, per poi aprire il fuoco sulla folla colpendo a morte anche due visitatori prima di venir fermato dalle unità di sicurezza del luogo. La quarta vittima è proprio l’autore del gesto. Sono ancora ignote le motivazioni del gesto.
In giornata il numero dei morti è salito a 6, a causa della morte nell’ospedale regionale di una guardai di sicurezza. Un ferito grave con un’emorragia cerebrale è stato trasferito all’ospedale militare di Tunisi, mentre altri due feriti sono stati sottoposti a interventi che hanno avuto esito positivo. Al momento i feriti sono 8 (quattro agenti e quattro civili), la notizie sono state riportate dalla radio locale Mosaique fm.
Non è chiaro se i turisti fossero pellegrini in visita alla Sinagoga; una delle due vittime era francese.
Nel 2002 c’era stato un altro attentato dinamitardo, in quel caso di matrice islamista e poi rivendicato da al-Qaeda, in cui avevano perso la vita oltre 20 persone.
Mattarella: “ferma condanna di ogni atto di violenza antisemita”
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio al Capo di Stato tunisino Kais Saied in cui sottolinea “con forza la più ferma condanna di ogni atto di violenza antisemita”.
«Ho appreso con sgomento la notizia del vile attentato che ha colpito la comunità ebraica tunisina presso la sinagoga dell’isola di Djerba – ha dichiarato Mattarella -. Nel farmi interprete dei sentimenti di partecipe vicinanza della repubblica italiana, desidero porgere le espressioni del più sincero cordoglio a lei, signor presidente, al governo e all’amico popolo tunisino, oltre che alle famiglie delle vittime cui va il nostro pensiero».
di: Marianna MANCINI
aggiornamenti di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/EPA/MOHAMED MESSARA