Le tedesche Sos Humanity, Mission Lifeline e Sea-Eye attaccano una “politica sistematica delle autorità italiane di assegnazione di porti lontani”
Mentre le stragi di migranti in mare sono ormai all’ordine del giorno, prosegue il braccio di ferro fra le ong e l’Italia. Le organizzazioni, proprietarie di imbarcazioni impegnate nel salvataggio dei naufraghi, hanno infatti annunciato una causa contro l’Italia, rea di assegnare porti troppo d’attracco troppo lontani rispetto al punto del salvataggio.
Una “politica sistematica delle autorità italiane di assegnazione di porti lontani” che secondo le ong metterebbe a rischio la vita delle persone soccorse a bordo delle imbarcazioni di fortuna.
Le ong protagoniste della causa sono le tedesche Sos Humanity, Mission Lifeline e Sea-Eye.
Secondo il diritto marittimo internazionale, l’assegnazione dovrebbe avvenire con “una deviazione minima dal viaggio della nave“. Eppure, sostiene Sos Humanity, “dal dicembre 2022 più di 20 porti inutilmente distanti sono stati assegnati a organizzazioni non governative di ricerca e soccorso“.
Nel frattempo, continui sbarchi mettono a dura prova la tenuta umanitaria dei centri di accoglienza in Sicilia e in Calabria, prossimi al collasso.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/ ELIO DESIDERIO