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Fa discutere la scelta di incoronare come più bella del Giappone una donna nata in Ucraina, ma il dibattito non interessa solo il Paese del Sol Levante

La neo incoronata Miss Giappone ha un aspetto diverso da quello che, comunemente, si immagini da titolo. Seppur, o forse proprio per questo, non rispondendo ai canoni estetici propriamente giapponesi è stata eletta vincitrice la 26enne Karolina Shiino, una modella nata in Ucraina che ha ricevuto la cittadinanza giapponese solo da pochi anni. I suoi tratti somatici, dunque, sono ben diversi da quelli delle altre finaliste.

Shiino è stata incoronata da una giuria di 30 giudici che hanno valutato le 12 finaliste considerando tre aspetti: umano, fisico e comportamentale. Dopo l’incoronazione ha commentato: «è come un sogno. Nel momento in cui ho sentito il mio nome non sono riuscita a smettere di piangere» e ha detto di sentirsi “pienamente riconosciuta come giapponese”.

La protesta sui social

Sui social, però, in molti hanno storto il naso davanti a una fisicità così poco orientale, su X un commentatore sostiene che “questa persona è un’ucraina pura, al 100%. Sono d’accordo sia bella, dov’è la giapponesità?”, “dunque, una persona che non ha una goccia di sangue giapponese rappresenterà le donne giapponesi?” si chiede qualcuno mentre per altri “se fosse stata per metà giapponese nessun problema, ma non è nemmeno nata qui”. In molti, invece, hanno valutato la scelta come politica. In più di un commento infatti si legge che se la giovane fosse stata russa non avrebbe mai vinto, dunque dal concorso di bellezza sarebbe stato lanciato un messaggio di vicinanza all’Ucraina che ancora combatte la guerra a seguito dell’invasione Russa. Il dibattito intorno alla vittoria della giovane è sfociato nel razzismo, per questa la storica Hiroe Yamashita su X è intervenuto sostenendo che “la discriminazione razziale non dovrebbe mai essere tollerata, ma se vogliamo competere per l’apparenza sotto il concetto di Miss Giappone, personalmente credo che dovrebbe essere secondo uno standard di bellezza giapponese”, aggiungendo che “contro il fisico di Shiino, un giapponese purosangue non ha alcuna possibilità di vincere secondo i moderni standard di bellezza”.

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Non è la prima volta

La polemica intorno a Karolina Shiino ha anche un precedente. Nel 2015 vinse il concorso di Miss Giappone Ariana Miyamoto, una ragazza nata da madre giapponese e padre afroameiricano. Anche in quel caso si aprirono dibattiti simili a quelli odierni, con uno strisciante razzismo centro a quella bellissima ragazza “rea” di avere la pelle troppo scura e non poter, quindi, rispondere ai canoni giapponesi. Miyamoto stessa, dopo l’incoronazione, parlò espressamente del razzismo nel Paese – dove viene definita “hāfu”, un termine giapponese usato per riferirsi ai figli di unioni tra giapponesi e stranieri che deriva dall’inglese “half” – e dopo il ringraziamento ha ricordato di aver esperito in prima persona “il sapore amaro del razzismo giapponese”.

Gli organizzatori difendono la scelta

L’organizzatrice del concorso, Ai Wada, difende con forza la scelta della vittoria di Shiino e sostiene che la giovane “parla e scrive in un giapponese bello ed educato” ed è “più giapponese di noi”. Il concorso comunque permette a tutte le donne di nazionalità giapponese che abbiano tra i 17 e 26 anni di partecipare e infatti in molti appoggiano la scelta della giuria. Sempre su X si legge in un commento che “se hai la cittadinanza giapponese, allora sei un giapponese. Che altro c’è da dimostrare?” e Shiino la cittadinanza giapponese la ha. Nata vicino a Leopoli, da genitori ucraini, a cinque anni si è trasferita con la madre (che si era risposata con un uomo giapponese) a Nagoya. Dopo la vittoria ha aggiunto che “mio obiettivo è creare una società in cui le persone non siano giudicate in base al loro aspetto, ed è questo che mi ha portato a partecipare al concorso”.

Non solo Giappone

La realtà delle Miss che sono criticate perché non rappresentano appieno la fascia che indossano. Nel 2023, ad esempio, fece notizia la reazione suscitata dalla vittoria del titolo di Miss Zimbawe da parte di Brooke Bruk-Jackson, una modella 21enne con la pelle bianca. Nel Paese solo il 2% della popolazione non ha la pelle nera e in molti sul web avevano commentato con toni accesi e duri la sua incoronazione.

Anche in Europa c’è stato spazio per un dibattito simile. Al centro della polemica è andata Miss Francia, la 20enne Ève Gilles accusata di essere “troppo magra” e avere i “capelli corti” non rispecchiando l’ideale di bellezza francese. A essere criticato in questo caso non il colore della pelle o città di nascita ma il look “troppo androgino” e la “mancanza di forme”. La risposta della 20enne non si fece attendere: «nessuno dovrebbe dirvi chi siete. Vorrei dimostrare che la competizione si sta evolvendo e anche la società, che la rappresentazione delle donne è diversa. Secondo me il valore della bellezza non si riduce al taglio di capelli o alle forme che abbiamo. La corona si regge molto bene anche sui miei capelli corti».

Impossibile in questo elenco non ricordare Denny Mendez, che nel 1996 ad appena 18 anni divenne la prima Miss Italia con origini non italiane. Nata a Santo Domingo, infatti, si è trasferita in Italia all’età di 11 anni. Dopo la sua vittoria finì anche sul Time che, ritraendola come la nascente Venere, scrisse “la sua bellezza avrebbe affascinato Botticelli, ma la scelta di una ragazza di origine caraibica come Miss Italia ha provocato un sussulto nazionalistico“.

di: Flavia DELL’ERTOLE

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