PASOLINI

La nuova ipotesi teorizza che l’omicidio potrebbe essere legato al furto del film “Salò e le 120 giornate di Sodoma”

Una nuova pista sull’omicidio di Pier Paolo Pasolini vedrebbe implicati alcuni gruppi “malavitosi di rilievo” come la Banda della Magliana. È quanto emerge dalla relazione finale della Commissione parlamentare Antimafia della scorsa legislatura, resa nota oggi, che ipotizza anche che l’assassinio potrebbe essere legato al furto delle pellicole originali di alcune scene del suo film “Salò e le 120 giornate di Sodoma”, che era ancora in produzione. Sembrerebbe, infatti, che lo scrittore-regista sia andato all’Idroscalo di Ostia, dove poi è stato ucciso, proprio per riuscire a recuperarle.

Nella relazione viene precisato che “appaiono ormai del tutto improbabili soluzioni di carattere giudiziario, ma resta utile, in prospettiva storica, che le ricerche sul movente e sulle modalità dell’aggressione che causarono la morte di Pasolini, entrambe mai chiarite, siano eventualmente riprese alla luce dei pur embrionali rilievi emersi dalla attività della Commissione di inchiesta”.

di: Micaela FERRARO

FOTO: SHUTTERSTOCK