Gli Stati Uniti annunciano nuove armi a Kiev. Nella notte un nuovo raid ha colpito Zaporizhzhia. Zelensky: “nessun colloquio con questo leader della Russia”
Tornano a suonare le sirene in Ucraina: i servizi di emergenza hanno avvisato che potrebbero verificarsi attacchi nel corso della giornata, sensazione acuita dalle segnalazioni di 6 navi russe schierate nel Mar Nero. Tra queste, secondo il sito bielorusso Nexta ribattuto da Open, ci sarebbero due lanciamissili.
Dopo l’escalation che ieri ha sconvolto l’Ucraina, con le bombe tornate a esplodere sulla capitale, Kiev, che hanno provocato 19 morti e 105 feriti, il mondo ha condannato aspramente le decisioni della Russia, una vendetta dopo l’attacco al ponte di Kerch. La Casa Bianca ha annunciato per oggi alle 14 un vertice virtuale del G7, ma dagli States arriva anche l’annuncio di un nuovo pacchetto di armi, che verrà inviato all’Ucraina nei prossimi giorni, come annunciato dal portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale americana Kirby.
Mosca si oppone e l’ambasciatore russo a Washington, Anatoly Antonov, ha dichiarato che continuando a fornire armi gli Stati Uniti e i loro alleati si sono “avvicinati alla linea rossa stabilita dalla Russia”. «Chiediamo agli Stati Uniti e ai loro alleati di non oltrepassare la linea rossa a cui si sono avvicinati. Smettete di pompare il regime di Kiev con armi letali», ha detto citato da Ria Novosti.
In mattinata anche il premier italiano Mario Draghi ha avuto un colloquio con Zelensky, incentrato sugli ultimi, gravi sviluppi della situazione. Draghi ha condannato l’inaccettabilità di questi ultimi attacchi brutali, che aggravano ulteriormente le responsabilità russe, e ha confermato la vicinanza dell’Italia alle Autorità e alla popolazione ucraine. Lo comunica Palazzo Chigi.
L’Unione Europea addestrerà circa 15mila militari ucraini. La missione di addestramento ha già ricevuto l’ok politico, ora restano da definire alcuni dettagli operativi. Lo riporta ANSA che cita una fonte qualificata a conoscenza del dossier.
Il procuratore capo della Corte penale internazionale, Karim Ahmad Khan, ha assicurato che per i crimini di guerra commessi dalla Russia in Ucraina “sarà garantita la resa dei conti” così come in qualunque altra situazione in cui “qualsiasi bullo, qualsiasi individuo con una pistola o un missile, o con la capacità di infliggere terrore ai più vulnerabili, si renderà conto che la legge esiste”.
Nel pomeriggio, Zelensky è poi intervenuto al vertice G7 ribadendo che “non ci può essere alcun dialogo con l’attuale leader russo, che non ha futuro“. Dei colloqui sono possibili “solo con un altro leader della Russia, che rispetti la Carta delle Nazioni Unite, i principi fondamentali dell’umanità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina, o in una configurazione diversa, in modo che il leader terrorista non abbia l’opportunità di influenzare decisioni chiave“. In questo momento, ricorda ancora Zelensky, “c’è solo una persona che sta bloccando la pace, e questa persona è a Mosca“.
Al fronte
Intanto le forze russe sono tornate ad attaccare Zaporizhzhia, nottetempo. È stato preso di mira un sito infrastrutturale, ma mancano notizie più dettagliate.
Questa mattina la centrale termoelettrica di Ladyzhyn è stata attaccata da droni kamikaze russi. Lo ha comunicato a mezzo Telegram il capo dell’Amministrazione militare regionale, Serhiy Borzov, come riporta Ukrinform. Attualmente, ha aggiunto, “per motivi di sicurezza, solo il personale essenziale è presente nella struttura. I dipendenti si trovano nei rifugi”.
Energoatom, agenzia ucraina per la gestione delle centrali nucleari, ha reso noto che le truppe russe hanno rapito il vicedirettore della centrale nucleare di Zaporizhzhia e che “con ogni probabilità” lo starebbero torturando.
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA/US ZELENSKY