Tagli al personale e alle risorse hanno fatto chiudere la redazione interna. Ora i reportage saranno appannaggio di freelancer
Un altro pezzo di storia dell’editoria cartacea se ne va: National Geographic, l’iconica rivista di natura, sta infatti affrontando una fase fortemente restrittiva e fra riduzione del personale e tagli ai costi rischia di non tornare più com’era ed è sempre stata.
L’ultima ondata di licenziamenti ha colpito il cuore della redazione: da oggi la rivista sarà scritta unicamente grazie al contributo di freelancer e liberi professionisti. I tagli non hanno risparmiato il reparto fotografia, tra i fiori all’occhiello di National Geographic che da 135 anni racconta il nostro Pianeta.
Insomma, lo slow journalism proposto dalla rivista non è più sostenibile: i costi alti non consentono più approfondimenti, reportage, ricerche, set fotografici e viaggi. Basti pensare che se alla fine degli anni Ottanta solo negli Stati Uniti gli abbonati alla rivista erano 12 milioni, nel 2022 le sottoscrizioni complessive dei lettori hanno raggiunto appena quota 1,8 milioni.
La proprietaria Disney ha inoltre deciso di tagliare anche l’edizione cartacea, che dall’anno prossimo non sarà più disponibile nelle edicole, dato il primato ormai incontrastato dei canali via cavo National Geographic e Nat Geo Wild.
L’unica cosa che rimarrà invariata, anche se solo in edizione online, sarà la cadenza mensile.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/RITCHIE B. TONGO
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