Nel raid a Kramatorsk del 27 giugno è morta anche la scrittrice Viktoria Amelina
Falliti tutti i tentativi di mediazione fin qui intrapresi, l’Ucraina passa un’altra notte con la sirena dell’allarme antiaereo spianata. Nessuna vittima negli attacchi nella notte fra il 2 e il 3 luglio anche se per la prima volta dopo due settimane i droni tornano a prendere di mira anche Kiev.
Le vittime di un attacco russo di droni sulla regione di Donetsk sono due.
Da parte ucraina si registrano alcuni attacchi sul territorio russo, in particolare nella regione di Belgorod dove è stata danneggiata una linea di alimentazione del gas e dell’elettricità e nella regione di Krasnodar dove un’esplosione nei pressi di una base di forze aeree di Mosca ha lasciato sul terreno un cratere di enormi dimensioni .
L’ultimo soggetto coinvolto in una possibile mediazione, il Vaticano con il cardinale Matteo Zuppi, ribadisce che “non c’è un piano di pace” e che il sogno di “risparmiare la vita umana a cominciare dalla difesa dei più piccoli” rimane una “grande aspirazione“.
«Il nostro obiettivo – spiega a tal proposito l’ex presidente e primo ministro russo Medvedev – è semplice: eliminare la minaccia dell’adesione dell’Ucraina alla NATO».
Medvedev ha aggiunto, sempre sul suo canale Telegram: «noterò una cosa che i politici di ogni genere non amano ammettere: un’apocalisse nucleare non è solo possibile, ma anche abbastanza probabile», anche perché “lo scontro è molto peggiore rispetto a quello della crisi dei missili di Cuba, perché i nostri avversari hanno deciso di sconfiggere davvero la più grande potenza nucleare: la Russia. Sono, senza dubbio, degli idioti squattrinati, ma è proprio così“.
Intanto si apprende che, per le ferite riportate in occasione del bombardamento di Kramatorsk lo scorso 27 giugno, è morta la scrittrice ucraina Victoria Amelina. Sale dunque a 13 il bilancio del raid nella pizzeria.
Amelina aveva 37 anni ed era una delle più giovani ed affermate scrittrici del Paese.
Prigozhin “fuori di testa per i soldi”
«Pensava di poter sfidare personalmente il ministero della Difesa, lo Stato stesso e il presidente» Prigozhin: l’opinionista russo Dmitry Kiselev nel suo programma televisivo Rossija 1 è tornato a parlare del leader della Wagner che sarebbe “andato fuori di testa a causa dei grandi soldi” ricevuti in questi anni dal Cremlino. Parliamo, per la precisione, di circa 17,5 milioni di euro dello Stato russo fra contratti governativi per 860 miliardi di rubli e servizi forniti dalla holding Concord.
Torna sul tentato golpe anche il ministro della Difesa russo Shoigu, secondo cui i piani di Prigozhin sono falliti perché “le forze armate hanno mostrato fedeltà al loro giuramento e ai loro doveri“. Il ministro coglie l’occasione per rendere noto che l’esercito russo ha anche distrutti tutti i 16 Leopard forniti a Kiev dalla Polonia e dal Portogallo.
Al giallo su quanto accaduto durante i giorni del tentato golpe si aggiunge un piccolo tassello. Il canale Telegram Grey Zone, ritenuto vicino al gruppo Wagner, ha postato un audio in cui una voce che sembrerebbe appartenere a Prigozhin promette “nuove vittorie al fronte in un futuro prossimo” per la sua compagnia di mercenari.
«Oggi abbiamo bisogno del vostro sostegno più che mai. Grazie per questo. Voglio che capiate che la nostra Marcia per la Giustizia (del 24 giugno, ndr) era diretta a combattere i traditori e mobilitare la nostra società. E penso che abbiamo ottenuto molto di questo. In un prossimo futuro sono sicuro che vedrete le nostre prossime vittorie al fronte. Grazie ragazzi!».
Si tratta del primo audio diffuso dopo la sua fuga a Minsk; tutt’ora la sua posizione è sconosciuta. Il contenuto non è stato però ricondiviso dagli altri canali solitamente vicini al gruppo, compreso quelloc he viene considerato il profilo “ufficiale”, il Press-Sluzhba Prigozhina.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/TELEGRAM/WAGNER Z GROUP/Z PMC WAGNER’Z