Non si arrestano le manifestazioni di protesta contro la legge accusata di sovvertire il carattere democratico di Israele
L’ondata di proteste di piazza contro la riforma giudiziaria annunciata dal Governo Netanyahu non smuove l’Esecutivo. Il premier si è infatti lanciato all’attacco delle opposizioni e, pur aprendosi al dialogo, intima: «basta con le prevaricazioni».
«I leader della protesta – accusa Netanyahu – calpestano la democrazia, la volontà espressa dal popolo con il voto, fanno ribellione civile, bloccano le strade e minacciano i deputati della Knesset».
Un monito che non blocca i manifestanti: mentre alla Commissione costituzionale della Knesset inizia la discussione sulla riforma, centinaia di dimostranti sfilano a Tel Aviv bloccando anche il traffico vicino le Azrieli Towers. Le proteste provengono tanto dal mondo giudiziario quanto da quello civile. Il timore è che la riforma avanzata limiti il potere e l’indipendenza della Corte Suprema, andando a intaccare la stessa base democratica dello Stato.
Il voto del plenum alla Knesset è già previsto in serata.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/ABIR SULTAN