NIGER

Domani nuovo vertice dell’Ecowas in Ghana

Sempre più tesa la situazione in Niger dopo il colpo di Stato dei militari.

Migliaia di sostenitori dei golpisti si sono radunati vicino alla base militare francese di Niamey, pronunciando slogan come «Abbasso la Francia, abbasso l’Ecowas».

Preoccupazione per le condizioni del presidente Bazoum

Dopo il segretario dell’Onu Guterres, anche l’Unione Africana ha espresso “profonda preoccupazione” per la detenzione del presidente destituito del Niger Mohamed Bazoum.

Il presidente della Commissone dell’UA Moussa Faki Mahamat ha definito “inaccettabile” il “deterioramento delle condizioni di detenzione” del capo di Stato.

Situazione che viene confermata anche dalla figlia del presidente Zazia Bazoum in un’intervista al Guardian. Zazia ha riferito che il presidente, la moglie e il figlio maschio Salem sono confinati, in condizioni disumane, dai militari della Guardia presidenziale, nella loro residenza, dove è stata tagliata l’elettricità. Stanno perdendo molto peso, non c’è acqua pulita e le “uniche cose che mangiano” sono pasta e riso.

«Non hanno carne, frutta e verdura. Quello che c’era nel frigorifero non è più mangiabile – ha dichiarato Zazia Bazoum, che al momento del golpe si trovava in Francia – I golpisti stanno usando questa situazione, l’elettricità e tutto il resto, come pressione psicologica, perché vogliono che mio padre firmi una lettera di dimissioni. Ma si tratta di tortura. Forse rilasceranno mia mamma e mio fratello ma non mio padre. Sanno che c’è gente che lo sostiene».

Verso nuovo vertice dell’Ecowas

L’Unione Africana, organizzazione di libero scambio della quale fanno parte tutti gli Stati africani, ha anche ribadito “il suo fermo sostegno alle decisioni dell’Ecowas” che contemplano anche una mobilitazione delle sue forze armate per il ripristino dell’ordine costituzionale.

Domani l’Ecowas si riunirà ad Accra, in Ghana, per discutere sull’attivazione di una forza di riserva pronta a intervenire militarmente in Niger. L’opzione dell’intervento, comunque, sarebbe residuale rispetto all’intento principale di ripristinare l’ordine costituzionale in modo diplomatico.

Mosca contraria all’intervento militare

Mosca si è detta contraria all’intervento militare nel Paese. «Riteniamo che il modo militare di risolvere la crisi in Niger possa portare a un confronto prolungato in questo Paese africano, nonché a una forte destabilizzazione della situazione nell’intera regione del Sahara-Sahel – ha dichiarato il ministero degli Esteri russo, citato dalla Tass – La Russia sostiene gli sforzi di mediazione dell’Ecowas volti a trovare una via d’uscita dalla crisi per ripristinare l’ordine costituzionale in Niger attraverso il dialogo politico e diplomatico con le nuove autorità nigerine».

di: Marianna MANCINI

aggiornamenti di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/EPA/LUFF