I golpisti: “se l’Ecowas interviene militarmente uccidiamo Bazoum. Le truppe mobilitate dalla Comunità restano, però, “in attesa”
Ancora tesa la situazione in Niger.
Al termine del summit ad Abuja, in Nigeria, il presidente della Costa d’Avorio Alassane Ouattara ha annunciato che l’Ecowas (Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale) ha dato il via libera all’operazione militare che potrebbe iniziare “il prima possibile”.
«I capi di stato maggiore faranno altre riunioni per finalizzare le cose ma hanno l’accordo della conferenza dei capi di Stato affinché l’operazione inizi il prima possibile» ha dichiarato Ouattara, che ha specificato che la Costa d’Avorio fornirà “un battaglione” da 850 a 1.100 uomini, insieme a Nigeria e Benin e che “altri paesi” si uniranno a loro.
«I golpisti possono decidere di partire domani mattina e non ci sarà nessun intervento militare, tutto dipende da loro – ha proesguito Ouattara – Siamo determinati a reinstallare nelle sue funzioni il presidente Bazoum».
Il presidente della Commissione Ecowas ha, invece, rilasciato dichiarazioni più sfumate, ribadendo “il continuo impegno per il ripristino dell’ordine costituzionale, attraverso mezzi pacifici”.
L’Ecowas confida in una soluzione politica della crisi scatenatasi dopo il golpe della giunta militare. Lo ha dichiarato il presidente della Nigeria e dell’Ecowas Bola Tinubu durante la riunione della comunità ad Abuja, citato dai media nigeriani.
«Confido che le nostre deliberazioni saranno produttive e fruttuose, portandoci a trovare una soluzione amichevole alla crisi politica in Niger – ha dichiarato Tinubu – Mentre continuiamo a lavorare insieme in solidarietà e armonia, possiamo garantire un futuro prospero per l’intera regione dell’Africa occidentale».
Nel frattempo l’Ecowas ha ordinato la mobilitazione delle sue forze armate per il ripristino dell’ordine costituzionale. I leader della comunità hanno, però, deciso che le forze armate restano “in attesa”, sottolineando che continueranno a vagliare le opzioni per una “risoluzione pacifica”. Lo ha riferito Radio France Internationale.
In Niger i golpisti hanno minacciato di uccidere il presidente deposto Mohamed Bazoum nel caso in cui l’Ecowas dovesse intervenire militarmente per ripristinare il governo. Lo hanno riferito due funzionari occidentali all’Associated Press.
Stando a quanto riferito da un funzionario militare occidentale rappresentanti della giunta militare avrebbero informato della loro intenzione la sottosegretaria di Stato Usa Victoria Nuland durante la sua visita nel Paese questa settimana. Il racconto sarebbe stato confermato anche da un funzionario statunitense. Bazoum afferma di essere tenuto in ostaggio nella sua residenza.
Il regime militare dei golpisti, intanto, ha formato un nuovo Governo secondo un decreto del generale Tiani. Il governo di 21 membri è guidato dal primo ministro Ali Mahaman Lamine Zeine e comprende 20 ministri, tra cui quelli della Difesa e degli Interni, che sono generali del Consiglio Nazionale per la Salvaguardia della Patria (Cnsp), che ha preso il potere.
Nonostante ieri si invocasse la via diplomatica come unica soluzione alla crisi del Niger, già oggi il rifiuto dei golpisti di collaborare allontana il Paese dall’Ecowas. Il gruppo aveva chiesto la liberazione e il reintegro del presidente destituito Mohamed Bazoum, proposta rifiutata a causa di “evidenti ragioni di sicurezza in questo clima di minaccia” del Niger.
Alle 10 italiane ad Abuja, in Nigeria, è iniziato il summit straordinario della Comunità economica dell’Africa occidentale che rifletterà certamente su nuove sanzioni, così come sta facendo anche l’Unione europea.
Da un lato l’intervento armato dell’Ecowas sembra sempre più improbabile. Dall’altro una risposta politica nasce proprio in seno al Paese, con un ex consigliere di Bazoum, Ousman Abdoul Moumouni, che ha fondato un nuovo gruppo di opposizione chiamato Conseil de la Resistance pour la République e intenzionato a ridimensionare i golpisti.
Anche il segretario delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha ribadito la sua preoccupazione, chiedendo il “rilascio immediato e incondizionato e la reintegrazione come capo dello Stato del presidente del Niger Mohamed Bazoum“. L’ennesimo appello che, come i precedenti, sembra destinato a cadere nel vuoto. Guterres si è detto anche “molto preoccupato per le deplorevoli condizioni di vita in cui si crede vivano il presidente Bazoum e la sua famiglia mentre continuano ad essere detenuti arbitrariamente“.
di: Marianna MANCNI
aggiornamenti di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/EPA/ISSIFOU DJIBO