La consegna oggi dei premi, vincitori: “guerra in Ucraina è lotta tra autoritarismo e democrazia”
È in corso nel Municipio di Oslo, alla presenza della famiglia reale norvegese, la consegna del premio Nobel per la Pace 2022 dopo la nomination dello scorso 7 ottobre. Il comitato del Nobel ha assegnato il premio a Ales Bialiatski, dissidente bielorusso attualmente in carcere, alla ong ucraina Ccl – Center for Civil Liberties – e all’organizzazione russa Memorial.
Nel discorso del ritiro del riconoscimento motivato dal fatto che i tre vincitori “hanno compiuto uno sforzo eccezionale per documentare i crimini di guerra, le violazioni dei diritti umani e l’abuso di potere insieme dimostrano l’importanza della società civile per la pace e la democrazia” (questo si legge nella motivazione pubblicata ad Ottobre) le ong hanno parlato del conflitto in Ucraina come di una guerra “tra democrazia e autoritarismo”. «Putin si fermerà quando noi lo fermeremo» ha detto ieri in conferenza stampa Oleksandra Matviichuk, direttrice del Ccl, invitando i Paesi occidentali a continuare ad aiutare l’Ucraina a liberare i territori occupati. Sulla stessa lunghezza d’onda la dichiarazione del presidente della russa Memorial, Ian Ratchinski: «L’Ucraina deve lottare per la propria indipendenza: non sta combattendo solo per i propri interessi ma per la nostra pace futura comune».
A ritirare il premio per Bialiatski, che si trova in prigione dal luglio del 2020 in attesa di un processo in cui rischia fino a 12 anni di carcere per aver “contrabbandato” denaro all’opposizione del regime repressivo di Lukashenko, è stata la moglie Natalia Pintchuk. «Il destino della Bielorussia – ha detto ieri – si gioca anche sul campo di battaglia in Ucraina».
di: Caterina MAGGI
FOTO: EPA/JAVAD PARSA