L’ong SOS Méditerranée ha raccontato gli scontri con la Guardia costiera al largo delle coste libiche in acque internazionli

La ong SOS Méditerranée torna a denunciare le prassi disumane della Guardia costiera libica. Per la terza volta dall’inizio dell’anno, venerdì 7 luglio il corpo libico ha aperto il fuoco sparando contro i soccorritori impegnati in un salvataggio.

La Ocean Viking aveva risposto ad una chiamata d’emergenza per una piccola imbarcazione individuata in difficoltà al largo delle coste della Libia ma già in acque internazionali. A bordo del barchino c’erano 11 migranti.

Durante le operazioni dei soccorritori però una motovedetta della guardia costiera si è avvicinata e, come racconta la stessa ong, “ha iniziato a sparare diversi colpi a distanza ravvicinata. Gli spari sono stati esplosi a meno di 100 metri dall’equipaggio umanitario e dai naufraghi – tra i quali ci sono una donna e cinque bambini non accompagnati – mentre cercavano di tornare alla Ocean Viking“.

I migranti stanno bene anche se alcuni di loro hanno riportato ferite a causa delle brusche manovre.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/MASSIMO PICA