seung psichiatra pisana uccisa

La donna ha espresso il desiderio di incontrare i tre figli di Capovani, uccisa dal 35enne ora accusato di omicidio preterintenzionale

«Voglio chiedere scusa a questa famiglia. Ma è solo Dio che ci può far qualcosa. Sono una mamma e lei aveva tre figli. Siete nelle mie preghiere ragazzi»: a prendere la parola è la zia di Gianluca Paul Seung. L’uomo è stato arrestato con l’accusa di aver aggredito e ucciso la psichiatra pisana Barbara Capovani. Intervistata da Storie italiane su Rai1, la donna punta il dito contro il sistema sanitario nazionale: «non era mia sorella che poteva fare qualcosa, ma lo Stato. Qui qualcuno deve intervenire perché sono situazioni che stanno succedendo tutti i giorni, qui ammazzano come se niente fosse».

Quando alla sorella, madre di Seung, la donna spiega che “ha fatto di tutto e di più per poterlo aiutare ma era il figlio che non voleva vedere mia sorella. Da quando il figlio non stava bene, si era chiusa in se stessa si era allontanata anche da me“. Infine, un appello ai figli della psichiatra pisana uccisa: «vi voglio bene, vorrei conoscere questi ragazzi. È un gesto forte, ma sto male».

Ha commentato la vicenda anche l’ex collega ed ex direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze dell’Azienda Usl Toscana Nordovest Roberto Sarlo, precisando che l’autore dell’aggressione è stato erroneamente definito un “malato di mente” e che in questi casi si tratta invece di “balordi delinquenti, pericolosi per i sanitari e per tutti i cittadini.

«Non si può morire di lavoro» commenta invece il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Filippo Anelli, che parla di una vera e propria “emergenza nazionale“. Anelli evidenzia un problema di carattere professionale, ma anche “culturale e organizzativo. Non abbiamo il tempo per parlare con i malati. La legge del 2017 che indica la comunicazione come tempo di cura non è realizzabile, per la carenza di personale, per il numero esiguo delle figure professionali. C’è la necessità di fare una riforma“.

«Nella polizia si individui un settore specifico dedicato a proteggere gli operatori sanitari» propone Anelli, che coglie l’occasione per ricordare l’omicidio della psichiatra Paola Labriola, avvenuto 10 anni fa a Bari.

Nel frattempo, il prossimo 27 aprile la Fnomceo conferirà durante una cerimonia al Quirinale una medaglia al merito della sanità pubblica a Capovani oltre che ai 379 medici italiani vittime della pandemia di Covid-19.

di: Marianna MANCINI

FOTO: FACEBOOK/GIANLUCA PAUL SEUNG