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Da 7 mesi le Nazioni Unite non riescono a nominare un inviato speciale per la Libia

Lo stallo politico in Libia e le proteste preoccupano le Nazioni Unite. L’Unsmil, la Missione di supporto dell’ONU in Libia ha diffuso una nota firmata da Stephane Dujarric, portavoce del Segretario generale, in cui si invitano “tutti gli attori ad astenersi da qualsiasi azione che possa minare la stabilità“.

«Il Segretario generale dell’Onu segue con preoccupazione le manifestazioni che si sono svolte il 1° luglio in diverse città della Libia, tra cui Tripoli, Tobruk e Bengasi – si legge. – Riconoscendo il diritto a manifestare pacificamente, invita tutti i manifestanti a evitare atti di violenza e le forze di sicurezza a esercitare la massima moderazione. Il Segretario generale esorta gli attori libici a riunirsi per superare il continuo stallo politico, che sta aggravando le divisioni e ha un impatto negativo sull’economia del Paese».

La nota prosegue: «le Nazioni Unite e il consigliere speciale del Segretario generale per la Libia, Stephanie Williams, sono disponibili a fornire buoni uffici e mediazione tra le parti per tracciare una via d’uscita dallo stallo politico attraverso l’organizzazione di elezioni basate su un solido quadro costituzionale il prima possibile. I recenti incontri al Cairo e a Ginevra sotto gli auspici dell’Onu hanno compiuto notevoli progressi, sui quali si dovrebbe costruire».

Le divisioni all’interno del Paese, intanto, si riverberano anche all’interno della stessa organizzazione. Da novembre 2021, dalle dimissioni di Jan Kubis come inviato speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite per la Libia, infatti, non è stato nominato un nuovo inviato.

di: Alessia MALCAUS

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