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Nella notte di San Valentino del 2013 uccise la sua fidanzata a colpi di pistola, potrebbe presto ottenere la libertà vigilata

Era diventato il simbolo del riscatto per le persone disabili di tutto il mondo, con la sua velocità ineguagliabile nonostante le protesi. Poi il declino, e il dramma di san Valentino 2013, quando uccise la sua fidanzata Reeva Steenkamp. L’ex velocista sudafricano Oscar Pistorius, medaglia d’oro nei 100, 200 e 400 metri piani ormai vive in carcere da anni. Fu condannato a 13 anni e cinque mesi dieci anni fa, anche se prossimamente potrebbe ottenere la libertà vigilata.

Un tramonto precoce

Oggi sembra irriconoscibile: praticamente calvo, molto più magro. Lo ha rivelato in un’intervista a La Repubblica Peet Van Zyl, suo ex manager e amico. Oltre al deperimento fisico, racconta Zyl: “soprattutto fuma, una sigaretta dopo l’altra, nevroticamente. Prima non aveva questa abitudine. Con me commenta le notizie sull’atletica, è ancora molto appassionato del suo sport. Anche se me lo ha detto chiaramente, sa che non tornerà più a correre. Ha 36 anni, la sua carriera è finita. Si rende conto che ha sbagliato e distrutto molte vite, anche la sua. Tutto finito”. Oggi pulisce i bagni del carcere e aspetta di sapere se effettivamente potrà tornare fuori dal carcere. A questa decisione si sono già dichiarati contrari i gruppi femministi australiani. Anche la madre di Reeva ha interrotto i rapporti.

In carcere – racconta l’ex manager- si è messo a studiare business administration e settore immobiliare“. La libertà vigilata potrebbe arrivare tra febbraio e marzo “ma dipende da vari fattori e pareri. Condizione essenziale era che lui incontrasse i genitori di Reeva Steenkamp. Lo ho fatto a giugno: ha visto solo il padre, la madre non ha voluto”.

di: Caterina MAGGI

FOTO: EPA/MARCO LONGARI