Oltre il Libano, sono numerosi gli uomini e le donne che indossano la divisa italiana impegnati in (quasi) tutto il mondo

A inizio ottobre l’offensiva israeliana si è concentrata sul Libano, con attacchi nel Sud del Paese che hanno provocato diversi morti. Nel mirino israeliano è finito anche il contingente italiano parte della missione UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon), istituita dall’ONU. Un fatto che ha alzato l’attenzione verso i militari italiani impegnati all’estero e sulle missioni (di pace) che li coinvolgono. Come si legge nel portale del Ministero della Difesa, sono 34 le missioni internazionali attualmente attive, il contingente massimo autorizzato è di 12.000 unità, mentre l’impiego medio all’estero è di circa 7.800 unità. Si tratta di operazioni militari che vedono coinvolti degli italiani, missioni diverse – tra le missioni promosse da NATO, Nazioni Unite, Unione europea e bilaterali – con obiettivi diversi (e diversi i contingenti che possono essere di migliaia di persone come anche di una sola). Quella in Libano, come anticipato, è stata istituita dalle Nazioni Unite nel 1978 e rinnovata nel 2006 con l’obiettivo di garantire la definizione e il rispetto del confine con Israele e favorire il raggiungimento di una tregua stabile e pacifica tra i due Stati. Il contingente italiano conta 1.169 soldati, inoltre altri 105 militari si trovano nel Libano per addestrare le forze di polizia libanesi nella missione MIBIL (Missione Militare Bilaterale Italiana in Libano).

In Asia e Medio Oriente le missioni che vedono i militari italiani coinvolti sono: NATO Mission in Iraq (225 unità) con scopi principalmente addestrativi per “istituzioni di sicurezza e forze armate più sostenibili, trasparenti, inclusive ed efficaci”, inoltre 1.005 militari sono stanziati in Iraq in quanto parte della coalizione multinazionale impegnata nella lotta allo Stato Islamico; per la gestione delle missioni in area mediorientale sono poi impegnate 58 unità tra Bahrein, Emirati Arabi Uniti e Qatar. In Medio Oriente l’Operazione Levante prevede 192 unità massime; 642 unità sono invece impegnate nella “proroga dell’impiego di un dispositivo multidominio in iniziative di presenza, sorveglianza e sicurezza nell’area del Mar Rosso e Oceano Indiano Nord-Occidentale”. Si tratta in questo caso di missioni già attive, Atalanta e Agenor,oltre alla nuova operazione dell’Unione europea EUNAVFOR Aspides per la salvaguardia della libertà di navigazione dal Mar Rosso al Golfo di Aden fino al Golfo Persico. Sempre in Medio Oriente è presente la missione EMASOH (European Maritime Awareness in the Strait Of Hormuz), che opera nello Stretto di Hormuz e ne salvaguarda la libertà di navigazione. Anche le forze di polizia dell’Autorità Nazionale Palestinese sono addestrate da italiani, 33 carabinieri operavano nella MIADIT Palestina(Missione Addestrativa Italiana) fino allo scoppio della guerra che ha imposto il rientro del personale (ma formalmente la missione continua a essere attiva). Due unità sono impegnate nell’operazione UNMOGIP (United Nations Military Observer Group in India e Pakistan) che si occupa del rispetto del cessate il fuoco tra Nuova Delhi e Islamabad.

Per quanto riguarda il Mediterraneo, contingenti italiani sono presenti con l’Operation Active Endeavour (antiterrorismo), con la missione EUNAVFORMED Irini (European Naval Force Mediterranean) viene controllato l’attuazione dell’embargo sulle armi imposto dall’ONU alla Libia. Sempre nel Mediterraneo è in corso la missione della Marina Militare Mediterraneo Sicuro con l’obiettivo di garantire la libertà e la sicurezza della navigazione (oltre che alla gestione del fenomeno migratorio) nelle acque tra Italia, Tunisia e Libia. Rimanendo in Libia è in corso la missione EUBAM (European Union Border Assistance Mission) che vede impegnati tre militari italiani a controllare le frontiere a supporto alle autorità di Tripoli. Inoltre, la missione UNSMIL (United Nations Support Mission In Libya) ha come obiettivo aiutare il governo locale a trovare maggiore stabilità, ed è impegnata una sola persona. In Libia 200 unità sono impegnate in MIASIT (Missione Assistenza e Supporto Italiana) per l’addestramento delle forze locali, e sempre in Libia 15 unità della Guardia di Finanza supportano la sorveglianza dei confini marittimi da parte della guardia costiera libica.

Nel territorio europeo le forze italiane sono impiegate principalmente in operazioni NATO: l’operazione Air Policing (nella zona orientale) o in azioni di deterrenza e sorveglianza (nel Mediterraneo). 2.120 unità sono impegnate tra la missione NATO Battlegroup Latvia per la difesa delle frontiere lettoni con la Russia e la presenza in Ungheria e Bulgaria per rafforzare l’asse dell’Est Europa. Nell’area balcanica, tra Serbia, Bosnia e Kosovo, la presenza italiana (860 unità) è assicurata con la missione Joint Enterprise. Nella missione EUMAM Ucraina (European Union Military Assistance Mission) sono 80 le unità italiane che addestrano l’esercito di Kiev. La missione delle Nazioni Unite UNFICYP (United Nations Peacekeeping Force In Cyprus) vede cinque militari impegnati nell’isola di Cipro che operano lungo la “Linea Verde”, la zona demilitarizzata che separa le due entità statuali che animano l’isola. Sempre nel territorio europeo la stessa Unione europea ha attivato diverse missioni che vedono il coinvolgimento italiano come EUFOR Althea sul territorio della Bosnia-Erzegovina per facilitare l’integrazione europea (195 unità impegnate ad addestrare le forze armate bosniache oltre che a controllare le frontiere e azioni di antiterrorismo) e in Kosovo a livello europeo è in atto l’operazione EULEX con 28 carabinieri a contribuire alle operazioni di polizia. Inoltre, gli agenti di polizia italiana sono impegnati nella Missione di assistenza alla polizia albanese per lo scambio di informazioni, nella conduzione di indagini congiunte e nel contrasto alla criminalità organizzata con le forze dell’Ordine albanesi e di altri Paesi dell’area balcanica (43 unità in Albania e 29 nel resto degli Stati regionali).

In Africa gli italiani impegnati in missioni NATO sono 7 e si occupano di addestrare le truppe all’interno della missione di potenziamento del cosiddetto “quadro sud”, il confine dello spazio di competenza dell’alleanza atlantica Sahara, Sahel, Medio Oriente. Sono in corso inoltre la missione EUCAP (European Union Capacity building mission) con 15 unità dispiegate in Somalia e in Niger e 15 unità della Marina sono invece in Mozambico per EUTM (European Union Training Mission), altri 20 militari si trovano in Niger per la missione EUMPM (European Union Military Partnership Mission), si tratta di missioni di addestramento e aiuto delle forze locali. Sempre in Niger sono presenti 500 unità per la missione MISIN (Missione Italiana in Niger) per addestrare le forze locali e nella Missione bilaterale di supporto alla Repubblica del Burkina Faso sono 50 le unità che assistono le forze locali e controllano i flussi migratori. Unità italiane sono impegnate anche in azioni antipirateria nel Golfo di Guinea, mentre in Somalia per l’operazione EUTM sono 169 i militari che addestrano le truppe oltre a controllare l’apertura dei ruoli militari anche alle donne somale. Per la Nazioni Unite in Africa sono in corso missioni in Libia, come anticipato, nel Sahara Occidentale e in Egitto. Due unità italiane sono impiegate per MINURSO (Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale) che si occupa di verificare che sia rispettato il cessate il fuoco nel Sahara Occidentale in attesa del referendum di autodeterminazione a seguito degli scontri del fronte indipendentista con il Marocco. La Marina è impegnata nell’operazione navale MFO (Multinational Force and Observers) per la libertà di navigazione nel Golfo di Aqaba e gli Stretti di Tiran (i pattugliatori sono stanziati in maniera permanente in Egitto). 15 unità sono in Tunisia ad addestrare le truppe locali per la missione MIBIL; mentre in Gibuti, nel Corno d’Africa, ha sede la missione che coinvolge 115 unità MIADIT per l’addestramento del personale somalo e gibutiano. Inoltre, sempre in Gibuti è presente l’unica base militare in territorio estero, la Amedeo Guillet, dove sono impiegati 147 tra soldati, avieri, marinai e carabinieri.