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Il papa ricorda che il messaggio d’amore di Gesù è di “farsi carico degli altri”. Nel giovedì santo ha fatto la lavanda dei piedi ai ragazzi del carcere minorile di Casal del Marmo

Papa Francesco, in vista della Pasqua, ha celebrato il Triduo Pasquale, ovvero i tre giorni in ricordo e atti a celebrare gli ultimi giorni della vita di Gesù Cristo. Secondo il pontefice “la pace che Gesù ci dà a Pasqua non è la pace che segue le strategie del mondo, ma è la via della mitezza e della croce: è farsi carico degli altri“.

Nella messa In coena Domini il Papa ripeterà il gesto che Gesù fece prima dell’ultima cena, la lavanda dei piedi dei suoi apostoli. La scelta del pontefice è di portare avanti la testimonianza del messaggio di “amare” nel senso di un servizio umile e disinteressato verso gli altri, seguendo l’insegnamento di “dovete servire, servire l’un l’altro, senza interessi”. Il giorno della Passione è invece dedicato a ricordare la prigionia, gli interrogatori di Erode e di Pilato; la flagellazione, la coronazione di spine e la crocifissione, che vengono ripercorsi nella Via Crucis. Nell’udienza di mercoledì il Papa ha spiegato che la speranza di Dio nasce proprio nei buchi neri delle attese deluse e “non delude mai. Pensiamo proprio alla croce: dal più terribile strumento di tortura Dio ha ricavato il segno più grande dell’amore, così Egli ama operare meraviglie“.

Si passa poi al Sabato Santo che deve spingere i fedeli ad abbandonare nella tomba quotidiana il tutto, per poi ritrovare la luce della Domenica di Pasqua. Papa Francesco ha ricordato che Pasqua significa “passaggio” dal dio mondano al Dio cristiano.

Nell’omelia della messa crismale nella basilica vaticana Papa Francesco ha chiesto ai sacerdoti e ai vescovi di evitare divisioni, dato che “si pecca contro lo Spirito che è comunione quando si diventa, anche per leggerezza, strumenti di divisione” con “il chiacchiericcio” e “si fa il gioco del nemico, che non viene allo scoperto e ama le dicerie e le insinuazioni, fomenta partiti e cordate, alimenta la nostalgia del passato, la sfiducia, il pessimismo, la paura. Stiamo attenti, per favore, a non sporcare l’unzione dello Spirito e la veste della Santa Madre Chiesa con la disunione, con le polarizzazioni, con ogni mancanza di carità e di comunione“.

«Aiutiamoci, fratelli, a custodire l’armonia, cominciando non dagli altri, ma ciascuno da sé; chiedendoci: nelle mie parole, nei miei commenti, in quello che dico e scrivo c’è il timbro dello Spirito o quello del mondo? Penso anche alla gentilezza del sacerdote: ma tante volte noi preti siamo dei maleducati. Se la gente trova persino in noi – ha spiegato Papa Francesco – persone insoddisfatte e scontente, zitelloni, che criticano e puntano il dito, dove vedrà l’armonia? Quanti non si avvicinano o si allontanano perché nella Chiesa non si sentono accolti e amati, ma guardati con sospetto e giudicati! In nome di Dio, accogliamo e perdoniamo, sempre! E ricordiamo che l’essere spigolosi e lamentosi, oltre a non produrre nulla di buono, corrompe l’annuncio, perché contro-testimonia Dio, che è comunione e armonia».

La lavanda dei piedi al carcere minorile di Casal del Marmo

Oggi Papa Francesco ha tenuto la sua omelia della Messa in Coena Domini nel carcere di minorile di Casal del Marmo.

«Farò il gesto di lavare i piedi, ma non è una cosa folklorica. Spero di cavarmela. Quanta gente senza lavoro che lavorano e pagano la metà. Ognuno di noi può scivolare, questo ci dà la dignità di essere peccatori. Gesù ci vuole così. Gli schiavi lavano i piedi – ha detto il Papa – lavare i piedi era un lavoro da schiavo. Il gesto di Gesù è servito per far capire che è morto da schiavo. Se ascoltassimo il gesto di Gesù sarebbe bello perché ci aiuteremmo uno con l’altro. Gesù con questa celebrazione vuole insegnarci la nobiltà del cuore. Gesù sa ciò che abbiamo dentro e ci ama così come siamo, non si spaventa delle nostre debolezze, vuole accompagnarci prenderci per mano». 

Il Papa è tornato dopo dieci anni nel carcere minorile di Casal del Marmo. A seguito della lavanda ha baciato i piedi dei ragazzi e delle ragazze trattenendosi per parlare con alcuni di loro.

di: Flavia DELL’ERTOLE

Aggiornamento di: Alice GEMMA

FOTO: ANSA/STR