Satterthwaite chiede al Libano di proteggere il giudice e l’integrità delle indagini
La relatrice speciale delle Nazioni Unite sull’indipendenza dei giudici e degli avvocati, Margaret Satterthwaite, ha spiegato che il giudice delle indagini intorno alle esplosioni avvenute al porto di Beirut ha ricevuto diverse minacce di morte.
Le esplosioni sono avvenute nell’agosto del 2020 e hanno causato 218 morti, 7mila persona ferite e circa 300mila abitanti sono stati sfollati dalle loro abitazioni. Inoltre a causa delle minacce al giudice le indagini sono state soggette a “indebiti” ritardi.
Dai dati di Satterthwaite emerge che le persone coinvolte nella vicenda abbiano “fatto ricorso disonestamente a procedure di contestazione e altre azioni di protesta contro i giudici istruttori nominati per le indagini“. All’indirizzo di Tarek Bitar sono state espresse minacce di morte e contro di lui sono state presentate mozioni per rimuoverlo dall’incarico. «Il 23 gennaio 2023, il giudice Bitar ha annunciato che dopo una pausa, avrebbe ripreso le indagini sulle esplosioni del porto. Due giorni dopo, è stato accusato di diversi reati, tra cui ‘usurpazione del potere’, e gli è stato imposto un divieto di viaggio» ha dichiarato Satterthwaite.
La relatrice dell’Onu ha poi chiesto al governo del Libano di proteggere adeguatamente i giudici, i colleghi e le famiglie di chi indaga, e ha chiesto che le istituzioni proteggano indipendenza e integrità delle indagini.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: ANSA/EPA/Thibault Camus