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Tumulti a Belgrado dove i rivali politici del presidente lo accusano di aver capitolato davanti all’Occidente e di aver accettato l’indipendenza di Pristina

Una seduta straordinaria del Parlamento serbo si è trasformata in caos con disordini e tumulti. Alla seduta, dedicata alla crisi in Kosovo, ha partecipato anche il presidente Aleksandar Vucic.

La tensione è esplosa con l’apertura del dibattito: i deputati dell’opposizione nazionalista hanno criticato Vucic per “capitolazione” davanti all’Occidente, “tradimento” e per aver accettato l’indipendenza di Pristina con il piano europeo. Decine di deputati hanno poi cercato di avvicinarsi la presidente, sfiorando lo scontro fisico.

Vuvic, dal canto suo, ha tentato di replicare alle accuse, rinfacciando all’opposizione di aver favorito la secessione di Pristina. «Siete solo degli hooligan che avete portato il Paese alla rovina. L’opposizione non ha argomenti validi e crea incidenti mostrando la sua vera natura di nemico del Paese», avrebbe detto, favorito dalla maggioranza.

La situazione si è poi stabilizzata e il dibattito è andato avanti.

di: Alessia MALCAUS

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