partygate

L’ex primo ministro, essendosi dimesso, non subirà la sospensione dai lavori parlamentari

Arriva il via libera della Camera dei Comuni al rapporto di condanna della commissione di Westminster sulle accuse di aver “fuorviato il Parlamento” rivolte a Boris Johnson. Le accuse si riferiscono allo scanalo “Partygate“, le feste organizzate in piena pandemia durante il governo di Johnson.

Nel rapporto del Privileges Committee l’ex premier avrebbe mentito “deliberatamente e ripetutamente” all’aula e per questo chiede una sospensione di 90 giorni dai lavori parlamentari per Boris Johnson, decisione che rimarrà sulla carta dato che, per protesta, l’ex primo ministro si è dimesso da deputato. La decisione, però, può pesare in futuro dato che gli negherebbe l’accesso a Westminster e il lasciapassare che di norma si concede a ciascun parlamentare parlamentare.

Il rapporto del Privileges Committee è passato con il sostegno di tutti i partiti di opposizione e di parte del gruppo Tory in un’aula semivuota. Tra gli assenti illustri il premier britannico Rishi Sunak e molti esponenti della maggioranza.  

di: Flavia DELL’ERTOLE

aggiornamenti di: Francesca LASI

FOTO: EPA/ANDY RAIN