Piazza Loggia

Toffaloni e Zorzi, all’epoca neofascisti di 17 e 20 anni, avrebbero avuto un ruolo materiale nella strage

50 anni dopo la strage di Piazza della Loggia a Brescia, la giustizia è ancora in cerca della verità storica sugli esecutori dell’attentato che il 28 maggio del 1974 provocò la morte di 8 persone.

Il gup del tribunale di Brescia ha rinviato a giudizio Roberto Zorzi, accusato di essere uno degli esecutori materiale dell’eccidio del 28 maggio 1974. La Procura minori di Brescia e quella ordinaria avevano chiesto il rinvio a giudizio di Toffaloni e Zorzi, all’epoca 17 e 20 anni. I due sono accusati di essere gli esecutori materiali della strage, avvenuta durante una manifestazione dei sindacati contro il fascismo.

Stando alle ricostruzioni dell’accusa, quella mattina Toffaloni sarebbe stato presente in piazza, come testimonierebbe anche una foto. Zorzi condividerebbe invece il mandato politico e morale della strage, avendo avuto un ruolo determinante nella vicenda. Secondo la procura, i due avrebbero messo in piazza della Loggia l’ordigno che esplodendo provocò 11 morti e 102 feriti.

Oggi Toffaloni vive in Svizzera, mentre Zorzi risiede nello stato di Washington, negli Usa dove è titolare di un allevamento di dobermann chiamato “Il Littorio”.

Intanto la Corte d’Appello di Brescia sta valutando la richiesta di revisione del processo presentata da Maurizio Tramonte, l’ex Fonte Tritone dei sevizi condannato all’ergastolo per l’eccidio con il medico veneziano Carlo Maria Maggi, ex ispettore di Ordine Nuovo per il Triveneto.

di: Marianna MANCINI

aggiornamenti: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/FILIPPO VENEZIA