La Procura ha raccolto alcuni scritti in cui Cherubini accusa Paratici di “acquisti senza senso” e “plusvalenze artificiali”
Sono 16 gli iscritti nel registro degli indagati della Procura di Torino sullo scandalo delle plusvalenze della Juventus, fra cui anche Andrea Agnelli. Oggi un biglietto potrebbe portare a una svolta nelle indagini: si tratterebbe di una velina in cui il dirigente Federico Cherubini attacca l’allora direttore sportivo del club Fabio Paratici, accusato di non rispettare gli orari, organizzare riunioni in sauna o dal barbiere e annullare gli incontri.
Nel biglietto, rinvenuto dalla Guardia di Finanza nella sede torinese del club e scritto su carta intestata, Paratici è oggetto di critiche anche perché fa “acquisti senza senso” e genera “plusvalenze artificiali“. Il titolo dello scritto: Libro nero FP. La Procura ha raccolto lo scritto come elemento d’accusa insieme ad altri scritti come la chat di Chiellini con i compagni e la scrittura privata con Cristiano Ronaldo.
«Giudizi e valutazioni – della gestione Paratici, ndr – cambiano ogni giorno», gli investimenti sono “fuori portata (Kulusevski??)“. Fra le carte degli inquirenti anche un messaggio del dirigente Stefano Bertola, che si occupava di contabilità, ad Agnelli: «on track ma su una bumpy road. Riduzione stipendi e plusvalenze sono operazioni chiave per la messa in sicurezza. Speriamo nel vaccino per lo stadio ma è difficile».
Tutti scritti nei quali i pm trovano la conferma di cartellini dei calciatori gonfiati e di accordi paralleli per ridistribuire queste plusvalenze agli stessi, sotto forma di buonuscita o di “premio fedeltà”. In questa strategia sarebbe rientrata anche la mossa di alcuni calciatori di rinunciare ai propri stipendi in periodo Covid.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/ALESSANDRO DI MARCO