sottomarino

L’ossigeno è terminato

Alle 11 di questa mattina, 22 giugno, l’ossigeno all’interno del sottomarino Titan è finito.

La Guardia Costiera degli Stati Uniti continua però a cercare il sommergibile Titan. La finestra temporale che si ha a disposizione per salvare i cinque passeggeri a bordo del sommergibile è più lunga di quanto si possa pensare.

Lo dice Guillermo Sohnlein, il co-fondatore di OceanGate, convinto che l’ossigeno può durare di più se l’equipaggio mantiene la calma.

Le autorità americane e canadesi stanno cercando il sommergibile in un’area più estesa della Sicilia ma la sfida sembra sempre più difficile. Nella giornata di ieri, mercoledì 21 giugno, si sono sentiti dei rumori provenire da sotto il mare che erano generati dal “rumore di fondo dell’oceano”. Questo è quello che dicono le prime analisi della Marina statunitense. A riportarlo è Sky News.

«Anche in casi particolarmente complessi, la volontà di vivere delle persone deve essere presa in considerazione. E così continuiamo a cercare e continuiamo i nostri sforzi di salvataggio», ha detto il contrammiraglio John Mauger, capo delle operazioni di ricerca alla Nbc.

L’esperto di ricerca e salvataggio di sottomarini, Frank Owen, ha spiegato che la stima della quantità di ossigeno potrebbe non essere corretta e si basa solo su una “quantità nominale di consumo”, in ogni caso i momenti sono sempre più critici e la possibilità di ritrovare i cinque ancora vivi sembrano sempre meno.

All’interno del Titan i passeggeri sono cinque: Hamish Harding, 58enne milionario britannico; Shahzada Dawood businessman pakistano 48enne con il figlio 19enne Suleman; Paul-Henri Nargeolet esploratore e pilota di sommergibili 77enne e il patron dell’azienda proprietaria del sommergibile, il 61enne Stockton Rush.

di: Alice GEMMA

FOTO: ANSA FOTO