I familiari hanno riferito che le autorità del carcere di Evin, a Teheran, hanno annullato il trasferimento in ospedale. L’attivista iraniana ha problemi cardiaci e polmonari
Il carcere di Evin, a Teheran, ha bloccato il trasferimento in ospedale dell’attivista per i diritti umani e Premio Nobel per la Pace 2023 Narges Mohammadi perché si è rifiutata di indossare il velo. A riferirlo è la famiglia dell’attivista, arrestata dalle autorità iraniane nel 2016, con un post su Instagram ripreso dalla BBC.
«Il direttore della prigione ha detto che mandarla in ospedale senza velo era proibito e che, per questo, il suo trasferimento in ospedale è stato annullato» hanno dichiarato i familiari di Mohammadi, che necessita di cure per problemi cardiaci e polmonari. Lunedì 30 ottobre, ha riferito la famiglia, un’équipe medica si è recata nell’ala femminile del carcere per visitare l’attivista ed effettuare un ecocardiogramma dopo che “la prigione si è persino rifiutata di portare Narges in infermeria” senza il velo. L’ecocardiogramma, viene riferito, ha mostrato due vene con gravi ostruzioni e ipertensione polmonare e sarebbero, quindi, urgenti un’angiografia coronarica e un’ecografia polmonare.
«Lei è disposta a rischiare la vita pur di non indossare a forza l’hijab» hanno dichiarato i familiari.
Mohammadi, 51 anni, è vicepresidente del Centro per la difesa dei Diritti Umani. Lo scorso 6 ottobre è stata insignita del Premio Nobel per la Pace per la sua lotta “contro l’oppressione delle donne in Iran e per i suoi sforzi nella promozione dei diritti umani e della libertà per tutti”. «La coraggiosa lotta di Narges Mohammadi ha comportato enormi costi personali – aveva dichiarato il Comitato per il Nobel – Il regime iraniano l’ha arrestata 13 volte, condannata cinque volte per un totale di 31 anni di carcere e 154 frustate».
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/EPA/MAGALI GIRARDIN