intelligenza artificiale

Due giorni di confronto tra leader internazionali, rappresentanti dei colossi di internet ed esperti

Si svolge a Londra, nel Regno Unito, il vertice mondiale sull’Intelligenza artificiale. Si sono riuniti i capi di governi internazionali, aziende leader nel campo dell’intelligenza artificiale, gruppi della società civile ed esperti di ricerca per analizzare i rischi dell’intelligenza artificiale, in particolare alla frontiera dello sviluppo e per parlare di come mitigarli tramite un’azione coordinata a livello internazionale.

Presenti tycoon innovatori della Silicon Valley come Elon Musk e Sam Altman, co-fondatori di OpenAI, la start-up che ha sviluppato ChatGPT. Presente il primo giorno, l’1 novembre, per rappresentare l’Italia, il ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, mentre oggi, 2 novembre, partecipa la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Re Carlo: “l’intelligenza artificale può cambiare le nostre vite”

Il Re ha inviato un video-messaggio in cui ha comunicato che l’Intelligenza Artificiale è considerata “non meno significativa, non meno importante della scoperta dell’elettricità, della scissione dell’atomo, della creazione della rete mondiale o anche della imbrigliamento del fuoco”.

Il sovrano ha detto: «dobbiamo affrontare i rischi presentati dall’IA con un senso di urgenza, unità e forza collettiva. Stiamo assistendo a uno dei più grandi progressi tecnologici nella storia dell’umanità». 

Kamala Harris presenta proposta per “regole e norme globali”

La vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris è partita dalla teoria rispetto alla quale la tecnologia potrebbe portare sia “profondo bene” che “profondo danno”. Ha quindi presentato una proposta di “regole e norme” globali secondo le quali i contenuti creati dall’intelligenza artificiale verrebbero contrassegnati per sfuggire a inganni e disinformazione.

Harris ha comunicato che gli Stati Uniti daranno vita a un istituto per la sicurezza dell’intelligenza artificiale per testare e analizzare le nuove tecnologie, sulla scorta di quel che aveva annunciato la scorsa settimana il primo ministro britannico Rishi Sunak. Quest’ultimo aveva presentato l’istituto britannico come il primo a livello mondiale.

Meloni: AI la più grande sfida intellettuale, pratica e antropologica

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha assicurato che “l’intelligenza artificiale sarà uno dei temi al centro della Presidenza italiana del G7 del prossimo anno“, la premier ha anche sostenuto che le applicazioni dell’IA “possono portare grandi opportunità in molti campi ma anche enormi rischi. Meccanismi decisionali opachi, discriminazioni, intrusioni nella nostra vita privata, fino ad arrivare ad atti criminali, perché gli LLM-Large Language Model potrebbero essere utilizzati per produrre armi, danni biologici a bassa tecnologia, attacchi informatici, facilitare la personalizzazione del phishing“. Lo sviluppo di questa tecnologia, per Meloni, è “la più grande sfida intellettuale, pratica e antropologica di quest’epoca“.

Durante il G7 a presidenza italiana si terrà, spiega Meloni, “a Roma una Conferenza internazionale su Intelligenza artificiale e lavoro, a cui vorremmo partecipassero studiosi, manager e esperti di tutto il mondo per discutere metodi, iniziative e linee guida per garantire che l’IA aiuti e non sostituisca chi lavora, migliorandone invece condizioni e prospettive“, la premier ha aggiunto che “con lo sviluppo di un’intelligenza artificiale senza regole si rischia che sempre più persone non siano necessarie nel mercato del lavoro, con conseguenze pesantissime sull’equa distribuzione della ricchezza“. Giorgia Meloni ha poi sottolineato quanto sia importante che l’ia “non crei un divario ancora più grande tra i ricchi e i poveri. Siamo in particolare molto preoccupati per la classe media, perché la verità è che nell’ampliarsi del divario tra ricchezza e povertà la classe media, già oggi in difficoltà, rischia di essere cancellata” e concludendo ha spiegato che “il nostro obiettivo è garantire un’intelligenza artificiale che promuova lo sviluppo e l’inclusione invece che la disoccupazione e l’emarginazione. Non è una sfida facile, ma siamo pronti come sempre a fare la nostra parte senza esitazioni“.

Nel suo intervento la premier ha poi ribadito: «l’intelligenza artificiale è destinata ad incidere marcatamente sugli scenari geopolitici e sugli equilibri attuali, banalmente perché è una tecnologia che può garantire a chi la gestisce e la utilizza un vantaggio competitivo. Esattamente come è successo, e succede ancora, per altre tecnologie, a partire dall’energia. La storia ci ha insegnato che dalla competizione per procurarsi quel vantaggio e dalle differenze tra chi ha raggiunto quel vantaggio e chi resta indietro possono nascere tensioni, se non addirittura conflitti». Meloni ha poi aggiunto che si correrebbero “rischi enormi” se si considerassero questi ambiti “come zone franche senza regole” e la “priorità numero uno per i prossimi anni” è fare in modo che l’intelligenza artificiale “sia incentrata sull’uomo e controllata dall’uomo“.

Secondo la presidente del Consiglio sono necessari “meccanismi di governance multilaterali per garantire barriere etiche all’intelligenza artificiale“, sottolineando che “è questo lo spirito della ‘Rome Call per l’etica dell’IA’ ospitato in Vaticano nel 2020, durante il quale è nato il concetto di ‘algoretica’. Ovvero dare un’etica agli algoritmi” e che “siamo chiamati a definire un quadro normativo adeguato se vogliamo sfruttare le opportunità che l’IA può offrirci. Ci vorranno molti passi e aggiustamenti negli anni a venire, collaborazione con i privati, ma innovazione e regolamentazione devono andare di pari passo. Significa che la cosa che deve preoccuparci di più è la nostra lentezza decisionale in rapporto alla velocità di sviluppo delle nuove tecnologie“.

«Nessuno intende fermare l’innovazione o tornare all’epoca nella quale gli operai rompevano le macchine e qualcuno voleva fermare i treni a vapore – ha dichiarato la premier – l’innovazione non va certo fermata – ha precisato il premier -, ma dobbiamo porci il problema che l’intelligenza artificiale rischia di essere un enorme acceleratore di ricchezza solo per pochi e a noi spetta di individuare il punto di caduta tra l’interesse di un governo, cioè ricchezza diffusa e posti di lavoro, e quello dell’impresa, cioè la massimizzazione dei profitti».

Meloni ha poi spiegato che “stiamo lavorando per completare il Piano strategico nazionale per l’IA, stiamo costituendo un Fondo specifico per sostenere le start-up italiane che operano nel settore, abbiamo istituito comitati per studiare l’impatto nei vari settori“, “sosteniamo e collaboriamo con l’Unione europea verso l’approvazione dell’Artificial Intelligence Act, con il quale l’Ue si è assunta responsabilmente il compito di garantire un uso attento del bene pubblico ed evitare usi distorti a fini commerciali o, peggio, di sicurezza“.

Ministro Urso: “Mitigare i rischi, come hanno fatto da Usa e Uk”

«Per governare il fenomeno dell’AI,occorre prevedere, come ha fatto il presidente USA Biden e come sta avvenendo in ambito UE, normative vincolanti sui sistemi complessi che assicurino un’adeguata analisi preventiva dei rischi e di possibili attività di mitigazione, l’individuazione delle responsabilità degli attori coinvolti, il rispetto della proprietà intellettuale e della privacy. Importante mi sembra anche la decisione del primo ministro UK Sunak di istituire un Istituto per la sicurezza delle AI», ha detto nel suo intervento il ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.

Ha poi annunciato: «L’Italia nel ruolo di Presidente del G7 2024 proporrà un salto di qualità facendo seguito a quanto ha già proposto la presidenza giapponese con l’Hiroshima Al Process per configurare il sostegno alla innovazione con le esigenze della sicurezza. L’approvazione di lunedì scorso del codice di condotta e dei principi guida per gli sviluppatori è un passo nella giusta direzione».    

Gran Bretagna pubblica la “Dichiarazione di Bletchley”

“La Dichiarazione soddisfa gli obiettivi chiave del vertice stabilendo un accordo e una responsabilità condivisi sui rischi, sulle opportunità e su un processo avanzato per la collaborazione internazionale sulla sicurezza e la ricerca sull’intelligenza artificiale di frontiera, in particolare attraverso una maggiore collaborazione scientifica”, ha dichiarato il Governo britannico in una dichiarazione separata che accompagna la dichiarazione.

La dichiarazione sostiene la trasparenza e la responsabilità da parte di coloro che sviluppano la tecnologia IA di frontiera nei loro piani per misurare, monitorare e mitigare le capacità potenzialmente dannose.

«Si tratta di un risultato fondamentale che vede le più grandi potenze mondiali nel campo dell’intelligenza artificiale concordare sull’urgenza di comprendere i rischi dell’intelligenza artificiale, contribuendo a garantire il futuro a lungo termine dei nostri figli e nipoti», ha affermato il primo ministro britannico Rishi Sunak.

Michelle Donelan: “fondamentale lavorare insieme”

“L’intelligenza artificiale rappresenta già una straordinaria forza positiva nella nostra società, con infinite opportunità per far crescere l’economia globale, fornire servizi pubblici migliori e affrontare alcune delle più grandi sfide del mondo, ma i rischi posti dall’IA sono seri e sostanziali ed è fondamentale lavorare insieme, sia a livello settoriale che nazionale, per riconoscerli”, ha detto la ministra per la Tecnologia britannica Michelle Donelan in una nota diffusa ai media prima dell’apertura della conferenza. 

di: Alice GEMMA

FOTO: SHUTTERSTOCK