Il capo della Wagner e il ruolo dei mercenari in Ucraina, Africa e Siria

Yevgeny Prigozhin, leader e fondatore del gruppo Wagner, è morto.

Il suo corpo è stato recuperato dai rottami del jet privato abbattuto secondo quanto riportano media locali dalla contraerea russa nella regione Tver.

Prigozhin ha guidato due mesi fa esatti, il 24 giugno, una rivolta contro l’esercito militare e il comando russo, accusando il Cremlino di scorrettezze nei confronti dei mercenari. Una mossa questa che ha causato grande trepidazione sul fronte internazionale, benché sia finita in un nulla di fatto, con l’intercessione della Bielorussia che ha placato le tensioni e Prigozhin che ha fatto marcia indietro a 200 km da Mosca.

Ma la Wagner, divenuta tristemente celebre per via del ruolo avuto in Ucraina già nel 2014, ha operato in almeno 30 Paesi e dispone di almeno due campi d’addestramento in Russia. Ultimo Paese in cui è diventata operativa è proprio la Bielorussia.

Secondo quanto riporta il Csis, Center for Strategic and International Studies di Washington, negli ultimi 8 anni i mercenari della Wagner sono stati impiegati anche in Siria, Libia, Sudan, Mali, Repubblica Centroafricana, Madagascar, Mozambico e Venezuela.

Chi era Prigozhin

Nato a San Pietroburgo nel 1961, più giovane di 9 anni rispetto a Vladimir Putin, Prigozhin è stato arrestato e condannato a 13 anni di prigione nel 1981, con l’accusa di furto e altri crimini correlati. La pena venne ridotta a 9 anni e una volta libero per restare lontano dai guai aprì un chiosco di hot dog. Tuttavia Prigozhin si dimostrò un abile investitore e il successo non tardò ad arrivare: aprì un primo ristorante chiamato “La vecchia dogana” e poi un secondo, di lusso, su un battello sulla Neva, che chiamò “New Island”. Fu questo locale ad avvicinarlo a Vladimir Putin: qui il presidente russo cominciò a portare i suoi ospiti più illustri, da Chirac a George W. Bush. Visto l’interessamento di Putin per la sua cucina, Prigozhin venne rinominato “lo chef” del presidente. Sull’onda del successo aprì una società di catering al servizio dei militari e delle mense del potere e allargò il suo raggio di azione, passando dalla cucina alla politica. Istituì una fabbrica di troll che, secondo le denunce degli Usa e dell’Occidente, avrebbe finito per interferire in modo molto marcato nelle elezioni americane e dei Paesi alleati. Da questo alla nascita della brigata Wagner il passo fu breve: il gruppo paramilitare non inquadrato nell’esercito russo ma beneficiario di copiosi finanziamenti dal Cremlino divenne sempre più celebre, estendendo la sua tela in Medio Oriente, Libia, Africa sub-sahariana fino a raggiungere l’Ucraina nel febbraio del 2022.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/SERGEI ILNITSKY/POOL