In un audio il capo della Wagner ha dichiarato che “le autorità volevano sciogliere” la compagnia militare privata e che da Lukashenko sono arrivata “soluzioni per far continuare le operazioni”
Mancano ancora molti tasselli nella ricostruzione di quanto avvenuto nelle ultime ore in Russia, dopo il tentato colpo di stato del capo delle truppe Wagner Prigozhin a Rostov.
L’ex “cuoco di Putin, nella giornata di lunedì 26 giugno ha rilasciato un audio di 11 minuti in cui espone la sua versione su quanto avvenuto negli ultimi giorni. Prigozhin ha spiegato che non si è tratta di un colpo di stato ma di una marcia contro lo scioglimento della Wagner.
Secondo Prigozhin, infatti, le autorità avevano deciso di sciogliere la Wagner il primo luglio a seguito di “intrighi” e quindi la milizia ha deciso di marciare per “esprimere una protesta” e “non per rovesciare il governo del Paese”. La marcia organizzata verso Mosca, ha proseguito il capo della Wagner, aveva lo scopo di impedire la “distruzione” della compagnia militare privata e chiamare alle loro responsabilità “quegli individui” che “hanno commesso un enorme numero di errori nell’operazione militare speciale” in Ucraina.
Nell’audio, inoltre, Prigozhin ha parlato di Aleksandr Lukashenko, affermando che il presidente bielorusso “ha teso la mano e si è offerto di trovare soluzioni per continuare a far funzionare le forze Wagner nell’ambito di una giurisdizione legittima”.
Prigozhin avvistato a Minsk
Oggi, 26 giugno, dal quotidiano russo Kommersant si apprende che Prigozhin è ancora sotto accusa per ribellione armata. Sarebbe smentita quindi la notizia della chiusura del procedimento penale in corso da parte del dipartimento investigativo dell’Fsb russo.
Nel primo pomeriggio si apprende dai canali Telegram russi e dal Kyiv Post, che cita media bielorussi, che il leader della Wagner è stato avvistato al Green City Hotel di Minsk.
Il ministro degli Esteri Lavrov ha fatto sapere che un inviato statunitense “ha detto ai rappresentanti russi che Washington non ha nulla a che fare con la situazione in Russia“. Lavrov ha quindi accusato il presidente francese Macron che sperava di trasformare l’ammutinamento in una “sconfitta strategica” a Mosca.
Intanto il ministro della Difesa Shoigu è riapparso per la prima volta in tv dopo il tentato colpo di stato, durante una visita ai militari russi in Ucraina. Prima apparizione pubblica dal tentato golpe anche per Putin che però non ha menzionato gli eventi delle ultime ore. Il presidente russo è intervenuto all’11esimo International Youth Industrial Forum.
Più diretto, invece, l’intervento pubblico di Mkhail Mishustin, il primo ministro russo. In un incontro di Governo Mishustin ha ricordato che “la cosa principale in queste condizioni è garantire la sovranità e l’indipendenza del nostro Paese, la sicurezza e il benessere dei nostri cittadini“. In un appello all’unità il premier invita ad agire “come un’unica squadra, stringendoci attorno al presidente“.
Intanto è la stessa organizzazione di mercenari a confermare su Telegram che la sede Wagner a San Pietroburgo continua ad “operare normalmente” e “nonostante gli ultimi eventi“.
Nato: “enorme errore strategico di Putin”
Il fronte occidentale continua a commentare la vicenda. Dopo Josip Borrell, anche il segretario della Nato Jens Stoltenberg, da Vilnius, ha parlato di un “fatto interno” che “mostra l’enorme errore strategico di Vladimir Putin“. L’Alleanza sta “monitorando anche la situazione in Bielorussia“, definendo “irresponsabile l’annuncio della Russia di trasferire lì armi nucleare tattiche“, anche se al momento non ci sono indicazioni di un possibile uso di queste armi.
di: Marianna MANCINI
aggiornamenti di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/TELEGRAM/WAGNER
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