BONACCINI SCHLEIN

Il dibattito tra i due candidati alla segreteria del partito

È andato in scena l’atteso confronto tra Stefano Bonaccini ed Elly Schlein su SkyTg24, in vista delle primarie del Pd, previste domenica 26 febbraio.

Ucraina

I due sfidanti hanno risposto così alla domanda sull’appoggio militare all’Ucraina.

Bonaccini ha dichiarato: «Se finisce l’Ucraina rischia di finire il sogno europeo. Credevo di appartenere alla generazione che non avrebbe mai conosciuto l’orrore della guerra. Era giusto schierarsi dalla parte di chi è aggredito e invaso».

Schlein: «Credo che sia stato giusto sostenere il popolo ucraino a difendersi da un’aggressione criminale. Ma non possiamo aspettare che cada l’ultimo fucile per chiedere uno sforzo diplomatico all’Unione europea per un cessate il fuoco. Non c’è sinistra senza una forte mobilitazione per la pace».

Reddito di cittadinanza

Bonaccini: «In tutti i Paesi occidentali c’è una misura che aiuta chi è in difficoltà, è giusto averla.  Serve però la parte del sostegno all’occupazione, far trovare lavoro a chi l’ha perduto o non l’ha trovato».

Schlein: «Il governo ha fatto una scelta folle a cancellare il Reddito di cittadinanza. È povera anche tanta parte di chi lavora. Durante la pandemia per fortuna c’era il Reddito di cittadinanza. Certamente potevamo lavorare per migliorarlo, oggi dobbiamo batterci per farlo meglio. Dobbiamo investire sulle politiche attive del lavoro».

Lavoro

Come pensano di aumentare i salari e allo tempo sostenere le imprese i due candidati alal segreteria?

Bonaccini: «È un Paese in cui la povertà diventa ereditaria e la ricchezza un fatto dinastico. La prima cosa da fare è rendere il lavoro precario più costoso di quello stabile, va tagliato il costo del lavoro».

Schlein: «Questo governo non parla mai di precarietà. Su questo il Pd ha fatto degli errori, dobbiamo essere credibili e dire che il Pd vuole un limite ai contratti a termine. Vogliamo fissare un salario minimo».

Migranti

Sul tema migranti Elly Schlein ha dichiarato che “serve una nuova normativa sull’immigrazione che preveda vie regolari per entrare e cercare lavoro nel Paese. Serve poi una legge sullo ius soli, perché chi nasce e cresce in Italia è italiano”.

Stefano Bonaccini ha affermato: «Concordo sullo ius soli, e andrebbe cancellata la Bossi-Fini. Noi non vogliamo che nessuna vita muoia in mare».

Contrari al cambio nome del Partito Democratico

«Non penso che non sia fondamentale cambiare nome, se non cambiano i nomi. Dobbiamo cambiare questa pessima legge elettorale e dare voto ai fuorisede» ha detto Schlein.

Perentorio Bonaccini: «Io sono contrario a cambiare il nome. E senza il Pd, se lo mettano in testa anche M5S e Terzo Polo, non ci può essere un’alternativa per battere questa destra».

Giudizio sul Governo Meloni

«Sul governo molto negativo, da 4. Hanno iniziato a tagliare sulla sanità pubblica, ho dovuto impugnare un provvedimento sulla scuola – ha affermato Bonaccini – Potrei citare il Superbonus, così come hanno fatto il contrario sulla benzina, oppure sui migranti. Su Giorgia Meloni non mi permetto di giudicare, hanno già giudicato gli italiani, mi interessa batterla alle urne e fare opposizione al governo».

«Non sono d’accordo con Stefano su questo – ha risposto Schlein – Sta succedendo che questo governo ha iniziato a colpire le persone più fragili del Paese. Abbiamo visto la brutalità illegale di trascinare le persone fino ai porti più lontani. È un governo ideologico, che pianta bandierine, fa condoni e strizza l’occhio agli evasori. Non credo che ci sia da misurare le critiche».

La vicenda Cospito

I due candidati alla segreteria si sono misurati su diverse tematiche. Tra queste anche la vicenda di Alfredo Cospito, l’anarchico detenuto al regime di 41bis.

L’attuale presidente della Regione Emilia-Roamgna Bonaccini ha dichiarato che non andrebbe a trovare Cospito in carcere. «Il regime del 41 bis va bene così e guai se venisse tolto» ha proseguito.

Schlein ha dichiarato: «Il 41 bis è uno strumento storicamente importante per contrastare la criminalità organizzata. Quando una persona si trova sotto la responsabilità dello Stato è dovere dello Stato fare tutto il possibile perché quella persona non muoia».

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA / MOURAD BALTI TOUATI