Chiesti 500 milioni di tasse non pagate sugli affitti brevi
Airbnb ha problemi con il Fisco italiano, che ha presentato una multa pari a 500 milioni di euro di tasse non pagate sugli affitti brevi.
L’Agenzia delle Entrate, infatti, ha contestato alla web company statunitense il mancato versamento delle imposte in base a una legge varata nel 2017 che impone alle piattaforme web di agire come sostituti d’imposta trattenendo il 21% sugli affitti incassati dagli host non professionali, cifra da versare poi allo Stato.
Airbnb Italy ha avuto un 2022 da record, con un incremento del fatturato salito a 21,5 milioni e un utile netto a tre milioni di euro. Al Fisco italiano risulta versato 1 milione ma la sede di riferimento delle attività è Dublino, in Irlanda, dove per i colossi del web è in vigore un regime fiscale più favorevole.
Sulla tassabilità degli host non professionali Airbnb ha intentato causa all’Italia ma dopo varie sentenze anche la Corte di giustizia Ue ha dato ragione allo Stato. Al contrario, la corte del Lussemburgo ha dato ragione ad Airbnb sostenendo che la normativa italiana è in contrasto con il diritto europeo nel merito della designazione di un rappresentante fiscale che svolga il ruolo di sostituto d’imposta.
Adesso, Airbnb può scegliere se pagare il dovuto di tasca proprio oppure rivalersi sugli host: il rischio però è quello che si inneschi una girandola di ricorsi da parte degli stessi.
di: Micaela FERRARO
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