“Io dissi ‘il ponte non è eterno'”
«Il controllore e il controllato dovevano essere diversi e per questo si decise di creare dentro Anas un istituto terzo. Ma quando venne realizzato non venne dotato di fondi». È stato l’ex ministro Antonio Di Pietro a dirlo in aula come testimone durante il processo per il crollo del ponte Morandi.
«Per questo avevo previsto che fino a che non venivano realizzati i controlli li doveva pagare Aspi. Io avrei insistito molto dentro il Governo per avere i fondi ma cadde per Razzi e Scilipoti. Nel 2008 si parlava di fare la Gronda proprio per alleggerire il traffico. Mi ricordo che era un’opera contestata da alcune parti. Ma le autorità locali ci segnalavano che tutto il traffico confluiva lì ed era diventato un ingolfamento totale. Nessuno mi disse ‘guarda che il Morandi sta crollando’, sentivamo ogni giorno che era sempre tutto bloccato – ha continuato -. Facemmo riunioni che culminarono in un protocollo per la realizzazione di nuove viabilità. In conferenza stampa dissi ‘Il ponte non è eterno’ non perché qualcuno mi disse che stava crollando ma perché non si poteva passare sempre tutti dallo stesso punto. Era un dichiarazione di buon senso che poi purtroppo poi si è rivelata vera».
L’ex ministro ha poi toccato i passaggi che hanno portato alla convenzione unica nel 2007: «c’erano 24-25 convenzioni tutte diverse tra loro, dovevamo uniformarle anche per togliere quelle anomalie che avevamo rilevato: un ritardo nell’attuazione degli investimenti, mancata diretta correlazione tra investimenti fatti e pedaggi, discrasia su allocazione rischi e difficoltà nella decadenza della concessione. In quel periodo anche Anas stava diventando concessionaria e quindi si rischiava una commistione tra controllato e controllore. Per questo venne deciso di fare un organismo terzo dentro il ministero per controllare. Ma non venne dotato di fondi – ha detto proseguendo -. C’era un problema politico a mio avviso. Un’opera strategica e fondamentale come l’autostrada può passare a un soggetto privato straniero? La Costituzione dice che l’interesse pubblico deve prevalere su quello privato».
di: Alice GEMMA
FOTO: ANSA FOTO