Tre sedute al termine delle quali si chiuderà l’incidente probatorio con conseguente chiusura delle indagini e richiesta di rinvio a giudizio. Al momento il fascicolo conta 14 indagati tra cui due società

Oggi 20 ottobre nella Sala Ravasio al Tecnoparco di Verbania Fondotoce, sede della Provincia del Verbano Cusio Ossola, avrà luogo la nuova udienza del processo per il crollo della funivia del Mottarone. In particolare verranno presentati i risultati della perizia redatta dal collegio di tecnici sulle cause della tragedia, avvenuta il 23 maggio 2021.

I periti presenteranno oltre 100 pagine di analisi che hanno contribuito alla sintesi delle seguenti conclusioni: «una corretta attuazione dei controlli stessi avrebbe consentito di rilevare i segnali del degrado, ovvero la presenza di anche un solo filo rotto o segni di corrosione, e quindi di sostituire la testa fusa, così come previsto dalle norme».

Tra gli elementi presentati c’è anche un audio di 10 secondi registrato al momento della rottura del cavo in cui si sentono due colpi secchi e uno prolungato che dovrebbe essere quello del cavo che scarrucola. Si attendono le informative dei periti informatici.

Al termine dell’udienza, che conta di tre sedute tra oggi, domani e lunedì, il gip indicherà quali elementi verranno acquisiti al fascicolo processuale e, alla chiusura dell’incidente probatorio, la Procura comunicherà la chiusura delle indagini e le richieste di rinvio a giudizio.

Presenzieranno all’udienza a porte chiuse il pm, tutti i legali degli indagati, attualmente 12 persone fisiche e due società, i consulenti tecnici di tutte le parti in causa, Enrico Perocchio, direttore tecnico della funivia, con il suo avvocato Andrea Da Prato, e Gabriele Tadini, caposervizio, con il suo legale Marcello Perillo.

Tra gli indagati ci sono anche: il gestore della funivia, Luigi Nerini; tre rappresentanti della Leitner, la società altoatesina che si occupava della manutenzione dell’impianto di Stresa (Anton Seeber, presidente del Consiglio di amministrazione, Martin Leitner, consigliere delegato e Peter Rabansen, dirigente responsabile dell’assistenza clienti e delegato per l’ambiente e la sicurezza relativa agli impianti a fune); Rino Fanetti, un altro dipendente Leitner che nel 2016 ha realizzato materialmente la famosa “testa fusa” della fune traente superiore della cabina 3; Fabrizio Pezzolo, rappresentante legale della torinese Rvs Srl, che si occupava della manutenzione delle centraline idrauliche, e il suo dipendente Davide Marchetto, responsabile tecnico degli impianti a fune; Alessandro Rossi della società torinese Sateco srl, che ha effettuato in prima persona le prove magneto-induttive a novembre 2019, e Davide Moschitti, che per conto della stessa azienda ha operato il controllo nel novembre 2020; Federico Samonini, legale rappresentante della società Scf Monterosa srl di Macugnaga, che ha realizzato interventi di manutenzione e controllo visivo delle teste fuse e le ha sostituite a scadenza, a eccezione della testa fusa della cabina numero 3, la cui sostituzione era prevista per novembre 2021. Infine, le società Ferrovie del Mottarone e la già citata Leitner.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/TINO ROMANO