La difesa dell’ex vicepresidente ha chiesto la scarcerazione con il braccialetto elettronico. Orban: “aboliamo il Parlamento Ue”
Grande attesa oggi 22 dicembre per la decisione della giustizia belga che è chiamata a esprimersi in merito alla continuazione o meno della detenzione per Eva Kaili, ex vicepresidente del Parlamento europeo, indagata per corruzione nel cosiddetto Qatargate.
L’udienza si svolge a porte chiuse davanti alla Camera di consiglio di Bruxelles e la decisione della Corte uscirà in tarda serata.
L’eurodeputata greca è indagata con il compagno Francesco Giorgi e l’ex eurodeputato Pier Antonio Panzeri.
Kaili ha negato di aver ricevuto denaro dal Qatar per influenzare le sue decisioni politiche: negazione che si scontra con il ritrovamento nel suo appartamento belga di bagagli pieni di banconote per un valore complessivo di 150 mila euro.
L’avvocato Dimitrakopoulos ha dichiarato che Kaili non sapeva dell’esistenza di questo denaro, che sarebbe appartenuto a Giorgi e a Panzeri, per il quale è stato richiesto il congelamento dei conti. “Non è mai stata corrotta e spero che la liberino presto” ha dichiarato.
La difesa della politica ha anche chiesto la scarcerazione con la misura della sorveglianza con il braccialetto elettronico, dato che “sta partecipando attivamente all’inchiesta e noi rigettiamo tutte le accuse” e “ha una figlia da cui tornare, non vuole scappare“.
Il commento di Orban
«Lo scandalo è rivelatore: le norme anticorruzione dell’Europarlamento hanno fallito miseramente, se vogliamo restaurare la fiducia del pubblico è arrivato il momento di abolire il Parlamento europeo»: così su Twitter il presidente ungherese Viktor Orban, secondo cui una possibile soluzione sarebbe “creare un nuovo Parlamento europeo composto da delegati nazionali” per garantire “maggiore controllo, responsabilità e credibilità” all’istituzione e ridare “il controllo agli stati membri“.
Il tweet di Orban è corredato dall’hashtag trumpiano #draintheswamp, utilizzato dall’ex presidente Usa nel 2016 per invitare a “prosciugare la palude della corruzione”.
L’ambasciatore a Doha: “responsabilità sono individuali”
Il Qatargate è stato oggetto anche della Conferenza degli ambasciatori alla Farnesina; è intervenuto commentando la vicenda anche l’ambasciatore italiano a Doha Paolo Toschi, che ha voluto ricordare che “le responsabilità giuridiche sono sempre individuali, sono questioni diverse dai rapporti tra gli Stati e le Nazioni” ed “è importante che la giustizia faccia il proprio corso e in questo le istituzioni italiane fanno la propria parte“, ma “l’Europa continuerà ad avere una relazione forte con questa regione che è stata costruita nel tempo e che va separata da vicende, positive o negative, che si collocano invece in uno spazio più breve“.
Commissione Ue chiede spiegazioni ad Avramopoulos
Il portavoce della Commissione europea Eric Mamer ha rivelato oggi in conferenza stampa che la Commissione ha scritto all’ex commissario Dimitris Avrampolous per chiedere “ulteriori informazioni sulle sue attività di post-mandato” nella Ong Fight Impunity, fondata da Antonio Panzeri, attualmente agli arresti in Belgio nell’ambito del Qatargate.
«In particolare, abbiamo chiesto informazioni su come abbia rappresentato questa Ong nel periodo dalla data di autorizzazione e la fine del periodo di cooling-off. Abbiamo svolto dei controlli interni riguardo alle attività dell’ex commissario Avramopoulos successive al suo mandato e abbiamo notato che ha visitato diversi commissari e questi ultimi hanno descritto gli incontri come brevi visite di cortesia a ex colleghi o alla persona che ha preso il suo posto, Ylva Johansson, o alla sua conoscente di lunga data Stella Kyriakides. In nessuno di questi meeting, da quello che sappiamo, ha rappresentato l’ong per la quale aveva richiesto l’autorizzazione post-mandato».
Avramopoulos, che aveva un incarico remunerato da 60 mila euro l’anno nella Ong, si difende: «essere parte del comitato insieme a personalità come Federica Mogherini, l’ex deputato francese Bernard Cazeneuve e la senatrice Emma Bonino, è stato per me un onore. Per la mia partecipazione e il compenso, ho chiesto l’approvazione della Commissione europea, che mi è stata data per iscritto dalla presidente von der Leyen». E parla di essere “vittima di un complotto italiano”.
Mamer ha ribadito in conferenza stampa che la Commissione Europea non ha mai avuto “alcun rapporto contrattuale” né ha versato “alcun finanziamento” alla Ong.
Attraverso Eurojust la magistratura del Belgio ha chiesto alle autorità italiane di congelare i conti correnti di Antonio Panzeri e della figlia Silvia Panzeri. Intanto l’avvocato di Eva Kaili, Mihalis Dimitrakopoulos, dopo il colloquio di oltre quattro ore avvenuto con la sua assistita, ha dichiarato che la ex vicepresidente del Parlamento “si fidava” del compagno Francesco Giorgi e “lui l’ha tradita”.
Indagine su fuga di notizie
La procura federale belga avvierà un’indagine sulle fughe di notizie relative all’inchiesta sul cosiddetto Qatargate. Lo ha riferito il quotidiano L’Echo.
«Le fughe di notizie alla stampa possono mettere a rischio il caso, ed è per questo che stiamo avviando un’indagine per violazione del segreto professionale» ha affermato un portavoce della procura belga.
di: Francesca LASI
aggiornamenti: Micaela FERRARO e Marianna MANCINI
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