Per la Procura generale il pericolo di fuga era evidente
La Procura generale di Milano, da quanto emerge, si era detta contraria alla concessione degli arresti domiciliari ad Artem Uss. Secondo la Procura a causa delle qualità del soggetto russo, le sue disponibilità economiche, la possibilità di muoversi e viaggiare non era idoneo ai domiciliari e il pericolo di fuga era palpabile, dati gli altri episodi simili di evasione con braccialetto elettronico avvenuti di recente nel distretto di Milano.
La notizia è stata diffusa da fonti nel Palazzo di Giustizia di Milano.
Dalla Procura milanese, inoltre, emerge che non ci sarebbe stato alcun ritardo nel sequestro dei due cellulari dell’imprenditore russo. Nella relazione che il procuratore capo Marcello Viola dovrà consegnare alla Procura ci sarebbero i dettagli dell’inchiesta sulla fuga ma anche o i dettagli forniti dall’aggiunto De Pasquale sulla cronologia di quanto accadde dopo la rogatoria con cui il Dipartimento della giustizia statunitense chiese di procedere, tra l’altro, al sequestro dei telefoni e delle carte di credito. Stando a quanto riferito da Adnkronos, la rogatoria Usa potrebbe recare la data di metà dicembre (elemento su cui sono in corso verifiche), ma è arrivata alla Procura di Milano il 17 febbraio.
Secondo alcune fonti vicine al fascicolo, citate dall’agenzia, gli Stati Uniti avrebbero chiesto fin da subito, nelle fasi successive all’arresto, il sequestro dei dispositivi elettronici e di altri beni di Uss. Le fonti avrebbero sottolineato che sottolineano che già negli atti dei verbali d’arresto, viene indicato il sequestro sulla base di un punto dell’accordo riguardante i trattati bilaterali di estradizione tra Stati Uniti e Paesi dell’Unione europea.
di: Flavia DELL’ERTOLE
aggiornamenti di: Francesca LASI
FOTO: RIA Novosti/social Artyom Uss