khamenei

Il gesto del leader supremo per celebrare l’anniversario della Rivoluzione del 1979. Intanto oggi è stata arrestata un’altra giornalista iraniana

L’ex premier iraniano e leader del Movimento dei Verdi 2099, Mirhosein Mousavi, ha chiesto di “indire un referendum per una nuova Costituzione”. Mousavi ha chiesto anche “la formazione di un’assemblea Costituente”, in un Paese dove le proteste antigovernative sono in corso da oltre quattro mesi.

La “struttura contraddittoria e insostenibile del sistema e il suo potere insensibile e irresponsabile rappresentano i motivi principali della grave crisi in atto nel Paese”. Sui social Mousavi, che è stato agli arresti domiciliari per 12 anni dopo la soppressione del movimento, chiede dunque un cambio di passo.

L’ex premier si è anche scagliato contro “l’orribile divario nelle classi sociali, le politiche avventuriste regionali e internazionali invece dell’amicizia con il mondo, la vasta corruzione nelle fondazioni finanziarie e monetarie statali, la mancanza di libertà e la selvaggia repressione nei confronti delle persone, inclusi i bambini”.

Nel frattempo è arrivata la grazia per “decine di migliaia” di prigionieri, fra i quali anche molte persone detenute nel corso delle recenti proteste antigovernative. Si tratta di una “concessione” fatta dall’Ayatollah Ali Khamenei in occasione delle celebrazioni per l’anniversario della Rivoluzione nel 1979.

I prigionieri che non sono accusati di spionaggio per conto di agenzie straniere, contatti diretti con agenti stranieri, omicidio, distruzione e incendio doloso di proprietà appartenenti allo Stato saranno graziati» per volere del leader supremo dell’Iran, come hanno riportato i media statali.

Un barlume di speranza immediatamente spento dalla notizia dell’arresto dell’ennesima reporter. Si tratta, come ha riferito su Twitter suo marito, della responsabile della redazione sociale del quotidiano iraniano Ham-Mihan Elnaz Mohammadi, detenuta presso la Procura di Evin.

La giornalista è stata prima convocata in Procura per un colloquio e poi arrestata. La stessa sorte già toccata, lo scorso 29 settembre, alla sorella gemella Elaheh Mohammadi, anch’essa giornalista presso lo stesso quotidiano riformista, attualmente accusata di “propaganda contro il sistema” e “collusione contro la sicurezza nazionale” dopo la pubblicazione di un articolo sulla morte di Mahsa Amini.

A proposito di detenzione di reporter, sembra che il manager del sito Mobin-24 e del canale di informazione Iran Times Hossein Yazdi sia stato condannato a un anno di reclusione, con il divieto di lasciare il Paese per due anni.

di: Caterina MAGGI

aggiornamento di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/HO