Secondo uno studio dell’UCLA, la causa dei maggiori spostamenti dei leoni di montagna verso la città sarebbero gli incendi e i terreni bruciati
La polizia di Los Angeles, insieme ai funzionari della California Fish and Wildlife, ente governativo che si occupa della gestione e conservazione della fauna selvatica, della pesca e degli habitat naturali, è dovuta intervenire per catturare nientemeno che un puma.
L’animale era stato avvistato mentre gironzolava tra le abitazioni, scatenando il panico tra gli abitanti. Al momento dell’intervento delle autorità si trovava nella zona di Gretna Green Way e San Vicente Boulevard vicino a un golf club ma, spaventato, ha iniziato a correre per le strade.
Dopo un inseguimento in elicottero gli agenti sono riusciti a sedarlo con dei dardi tranquillanti e catturarlo vivo nel cortile di una casa. Durante le ricerche le autorità hanno ritenuto necessario chiudere il San Vicente Boulevard e il Brentwood Science Magnet College.
Secondo uno studio dal titolo Mountain lions avoid burned areas and increase risky behavior after wildfire in a fragmented urban landscape pubblicato sulla rivista Current Biology, i puma si muoverebbero verso la Città degli Angeli a causa degli incendi. Dopo il Woolsey Fire, un mega-incendio scoppiato nell’autunno del 2018 che ha bruciato oltre 40 mila ettari di foresta nelle montagne di Santa Monica, i Puma concolor “non più in grado di utilizzare le aree bruciate, adottano comportamenti rischiosi che aumentano la probabilità di incontri pericolosi con l’uomo e le infrastrutture che ha costruito e i puma rivali“.
Lo studio è stato condotta grazie all’analisi dei dati su posizione e spostamenti trasmessi dai collari di localizzazione applicati a una dozzina di puma dal National Park Service, insieme ai dati degli incendi e del terreno bruciato.
«Capire come si comportano i leoni di montagna in un luogo come Los Angeles fa parte dello sviluppo di una prospettiva più ampia su come le persone e la fauna selvatica condividono lo spazio nel mondo. Studi come questo, nei quali ci chiediamo come gli animali usano e percepiscono il loro mondo alterato dall’uomo, sono essenziali per comprendere e gestire meglio le minacce alla nostra biodiversità urbana», spiega Daniel Blumstein dell’Università della California Los Angeles (UCLA), coautore dello studio insieme a Rachel Blakey del Kretz Center for California Conservation Biology.
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/EPA/STEVE WINTER/NATIONAL GEOGRAPHIC